lunedì, 20 Maggio 2024

Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n. 07/2024
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Siamo tutti presi dallo spavento e dal timore

Dipingi la PaceSiamo tutti presi dallo spavento e dal timore

Temo il giorno in cui la tecnologia prenderà il sopravvento sulle conoscenze umane, il mondo sarà popolato da veri idioti. È necessario che qualcuno salga, a dirci come stanno le cose lassù. Nessuno è salito e nessuno è disceso? Il Figlio dell’uomo è disceso veloce e veloce se n’è andato. Consideriamo ciò che ci ha detto e lasciato. Un giorno Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e salì un alto monte. Li condusse in disparte e lassù è cominciato il discorso. Gesù si manifesta e gli occhi dei discepoli sono trasfigurati a vederlo così come egli è. Sono i discepoli ad essere trasfigurati e non Gesù. Egli è l’esistente e non può essere trasfigurato. Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Inizia il discorso tra i tre del cielo. Nulla comprendono quei discepoli. Mosè ed Elia conversavano con Lui. Cosa si son detti. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi farò tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia. Quindi Pietro sa bene che Gesù dialogava con Mosè ed Elia. Qualcuno finalmente è disceso dal cielo. Nessuno parla ed ecco la meraviglia. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è mio Figlio, l’amato: in Lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”.

Si cade con la faccia a terra, nell’ascoltare chi discende dal cielo. Tutti noi siamo presi dallo spavento e dal timore. Dentro di noi c’è il cielo che ci parla. Gesù si avvicinò, li toccò e disse:”Alzatevi e non temete”. Gesù ci dà la certezza della voce del Padre, la tenerezza della voce del Padre. Gesù ordinò loro:” Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”. Siamo punto e daccapo. Chi viene dai morti. Non si può parlare dei cielo. Quante domande sugli interrogativi che i tre discepoli non pongono a Gesù. Il dialogo è silenzio. Il cielo tace e la terra è muta. Mosè ed Elia sono accanto a Gesù, parlano tra di loro, il dialogo è misterioso, nessuno comprende. C’è un sentire profondo, arcano, non tutti riescono ad ascoltarlo. Noi siamo del chiasso, non sentiamo il mistero che il cielo ci vuole rivelare. Il cielo tace e la terra è muta. Qui nasce la voce del Padre:“Questi è mio figlio, l’amato. In Lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. Come ascoltare Dio nel silenzio. Chi può comprendere nel silenzio? Il vedere è la voce del cielo. Si vede con lo spirito. Il dialogo più profondo è nell’abisso dell’animo. È ‘esperienza dei mistici. Si vede solo nel silenzio che l’uomo d’oggi non vuole. Il chiasso ottenebra la mente e il silenzio ti interpella. Meglio il chiasso, non mi interpone domande. Il silenzio fa troppa paura, per chi è nel chiasso. Il silenzio è la voce della pace. Ti aiuta a vivere, dentro lo spirito.

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