domenica, 19 Maggio 2024

Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n. 07/2024
Editore: Associazione 100Media - Direttore responsabile: Michele Sardo

Nulla è più umile

Dipingi la PaceNulla è più umile

Non mi stanco di affidarmi a Lui. Tendo le mani nell’ombra e mi ritornano senza abbracciarti, Signore

Manchester è la risposta alle incapacità delle nostre intelligenze. Le diplomazie sono aggrovigliate come una matassa di filo spinato. Ti manca la fiducia nell’uomo. Dissipa ogni ombra di incertezza. Ti biasimo la fede. Languida è la tua esistenza. Io brucio come brace nel crogiolo del dolore. Grido aiuto ogni giorno al Signore. Non prego un Dio che non ha orecchie. Non amo un Dio che non ha cuore. Non mi affido a un Dio che non ha braccia. Anch’io tutto la notte cerco il Signore.

Non mi stanco di affidarmi a Lui. Tendo le mani nell’ombra e mi ritornano senza abbracciarti, Signore! Anch’io rifiuto ogni conforto. Gemo, medito, viene meno il mio spirito. Cosa posso fare nella crocifissione? Non scorre sangue sul mio capo. Resto senza parole. Sali al Borgo della pace. Ogni domenica puoi riposarti nel creato e nella
meditazione. Ripenso ai giorni della mia giovinezza. Ardo d’amore nell’aver costruito le tue opere. Ricordo le meraviglie lontane. Un canto mi ritorna nella notte: il memoriale della gioia di migliaia di giovani che hanno unito il mondo nell’amore. Forse mi hai dimenticato, Signore? A tutti hai realizzato i tuoi prodigi. Forse solo a me non manterrai la tua promessa? Ricordo le gesta dei santi. Rammento lo stupore della conversione di san Paolo. Quelle di sant’Agostino e di Alessandro Manzoni m’infuocano. So che molte cose non si annunciano ma succedono. Succede sempre il tuo stupore. Io attendo, come il bocciolo di una rosa il sole, il tuo apparire. Forse sono così misero da non poter essere convertito? Mi vado ripetendo la tua grazia, perché a me non appari?

O Dio, forse come gli ebrei griderò che non hai orecchie. Forse non hai bocca? Posso affidarmi a un dio che ho scolpito e dipinto? Non tardare, Signore, a infuocare il tuo amore per me! Non biasimare la mia poca fede. No, non chiamarmi sclerotico di cuore e di mente. Forse posso crescere soltanto nei rimproveri? Tu non sei un Dio che castighi. Io sono alito del tuo stesso alito. Respira in me il soffio del tuo amore. Non ritirare da me il tuo santo Spirito. Sono morto solo al pensarlo.

Paolo Turturro
www.dipingilapace.it

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