Rosario Romeo aveva 19 anni. Aveva da poco concluso il suo percorso di studi diplomandosi all’alberghiero con il massimo dei voti. Era appena tornato da una vacanza in crociera che i genitori che gli avevamo regalato come regalo di diploma. Nella notte, però, un incidente in viale Ercole ha spezzato il suo futuro con un terribile impatto, a circa 100 metri da via Case Rocca, in direzione piazzale dei Matrimoni.
Rosario era figlio unico. Gianfranco Romeo, suo padre è titolare di un bar in via Roccazzo, mentre la madre, Silvana Barone gestisce una parruccheria in via Mogadiscio. È lì che il nome della famiglia è conosciuto da chi vive e frequenta la zona. Poco dopo le 3, Rosario si trovava alla guida della sua moto lungo viale Ercole, alla Favorita. Per cause ancora da chiarire ha perso il controllo del mezzo e si è schiantato contro un palo ed è finito all’interno di un fossato.
I soccorritori del 118 hanno raggiunto il luogo dell’incidente, ma per il 19enne non c’è stato nulla da fare.
A intervenire sulla tragedia è Sabrina Figuccia, consigliere comunale, che esprime vicinanza alla famiglia del giovane e richiama l’attenzione sulla necessità di intervenire per ridurre il rischio di nuovi incidenti.
Figuccia ricorda come negli ultimi mesi Palermo abbia dovuto fare i conti con diverse tragedie che hanno coinvolto ragazzi. Nel suo intervento cita Gabriel, Alessandro, Antonio, Domenico, Samuele e Patrik, sottolineando quanto sia lungo l’elenco delle giovani vite spezzate sulle strade.
La consigliera richiama anche il caso di Gabriele, un ragazzo sopravvissuto a un grave incidente e che, secondo quanto racconta, porta ancora le conseguenze di quella esperienza. Un episodio che, nella sua riflessione, diventa un ulteriore motivo per concentrarsi sulla prevenzione.
Il messaggio di Figuccia guarda quindi oltre la singola tragedia. Secondo la consigliera, Palermo deve lavorare sulla sicurezza delle strade attraverso una maggiore manutenzione, un’illuminazione adeguata, l’individuazione dei punti più pericolosi e interventi di prevenzione.
«Ogni ragazzo che esce la sera deve poter tornare a casa. Sono vicina alla famiglia di Rosario e di chi non c’è più e a tutti i ragazzi che convivono con ferite e traumi dopo un incidente, ma il dolore non deve fermarsi a un titolo di giornale. Deve diventare la spinta per cambiare qualcosa. Perché nessun’altra famiglia debba ricevere quella telefonata!» dichiara sottolinea Figuccia.
Nel frattempo, sulla morte di Rosario Romeo proseguono gli accertamenti delle forze dell’ordine per ricostruire la dinamica dell’incidente avvenuto in viale Ercole e chiarire le cause dello schianto.




