Una rapina finita nel sangue, sarebbe una delle ipotesi sull’omicidio di Piero De Luca. Il 68enne, infatti, non sarebbe stato ucciso con un’arma trovata casualmente sul posto. Gli investigatori della squadra mobile ritengono che il sedicenne, oggi detenuto al Malaspina con l’accusa di omicidio, abbia portato con sé il tubo di ferro usato per colpire il pensionato ex infermiere del Civico. Sul terreno, inoltre, compaiono segni che potrebbero indicare il trascinamento del corpo. Dettagli che smontano la versione fornita dal ragazzo.
Nella notte tra venerdì e sabato il giovane si è presentato spontaneamente in questura. Agli investigatori ha raccontato di avere reagito d’istinto alle presunte avances del vicino di terreno. Secondo il suo racconto, De Luca lo avrebbe invitato a bere prima di abbassarsi i pantaloni. A quel punto il ragazzo avrebbe preso una spranga trovata nelle vicinanze e lo avrebbe colpito.
Gli inquirenti, però, non hanno mai creduto a questa ricostruzione. I familiari della vittima parlano invece di una rapina pianificata e degenerata in omicidio.
De Luca stava lavorando nel suo appezzamento di via Buonpensiero, lungo il fiume Oreto, accanto ai terreni della famiglia del minore. Dopo il delitto, il sedicenne sarebbe rimasto nella baracca per tutta la giornata con il corpo della vittima davanti a sé.
Quando la moglie di De Luca ha iniziato a scrivere al marito, il ragazzo avrebbe risposto dal cellulare della vittima con un messaggio. «Sono ancora qui», nel tentativo di prendere tempo.
Gli investigatori cercano adesso di chiarire cosa abbia fatto il giovane nelle dodici ore successive all’omicidio. Vogliono capire se abbia usato alcuni indumenti per assorbire il sangue o per cancellare eventuali tracce del trascinamento del corpo. Gli accertamenti dovranno stabilire anche se qualcuno abbia aiutato il sedicenne.
L’analisi dei cellulari sequestrati e gli interrogatori dei familiari potrebbero chiarire la dinamica del delitto. Nelle prossime ore il gip interrogherà il ragazzo per la convalida del fermo. Il sedicenne comparirà assistito dall’avvocato Michele Giovinco. Intanto i medici eseguiranno l’autopsia sul corpo di Piero De Luca per chiarire cause e modalità della morte.

