giovedì, 13 Agosto 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Tensione alle stelle all'ospedale di Palermo. I sindacati denunciano il sovraffollamento e la cronica carenza di personale sanitario

Paziente devasta triage e aggredisce infermiere al Civico: lo sconcerto dei sindacati

L’aggressione è avvenuta nell’area di emergenza

Ancora violenza in pronto soccorso. Un altro episodio è avvenuto nelle scorse ore all’ospedale Civico di Palermo. Come scritto in un altro nostro articolo, un paziente dopo aver preteso di essere ricoverato con immediatezza senza attendere il proprio turno, ha dato in escandescenze scagliandosi contro il personale e la struttura.

La furia dell’uomo si è abbattuta dapprima sulle dotazioni informatiche dell’area di accoglienza, provocando il danneggiamento di diversi computer, stampanti e apparecchiature sanitarie indispensabili per il servizio. Subito dopo, la situazione è degenerata nel fisico con un’aggressione diretta ai danni di un infermiere in servizio.

La protesta dei lavoratori e i rischi per la sicurezza

L’ennesimo fatto di cronaca ha riacceso con forza le proteste dei lavoratori e delle sigle sindacali. Il Nursind esprime profonda preoccupazione per una situazione di pericolo ampiamente annunciata, ricordando come le criticità e l’inadeguatezza strutturale dell’area triage fossero già state segnalate a più riprese.

I rappresentanti dei lavoratori sottolineano l’urgenza di interventi concreti per la tutela del personale, evidenziando come non si possa continuare ad attendere il verificarsi di eventi ancora più gravi prima di adottare misure di protezione adeguate per chi lavora in prima linea.

Carenze d’organico e pressione operativa

A rendere il clima di lavoro insostenibile nei reparti di emergenza è una costante pressione operativa che travalica i limiti di sicurezza. La situazione appare particolarmente critica non solo nelle aree di triage ma anche nei settori dedicati alla permanenza temporanea dei pazienti. In questi contesti, gli infermieri si trovano costretti a gestire simultaneamente un numero sproporzionato di mansioni, che vanno dall’effettuazione dei prelievi alla somministrazione delle terapie, fino all’assistenza diretta di ogni singolo degente.

Questo quadro di forte stress lavorativo è esasperato da una drammatica e cronica carenza di organico. La grave scarsità di infermieri e di operatori socio-sanitari rende quotidiana la gestione dell’emergenza, trasformando le aree di primo soccorso in ambienti ad alto rischio di conflittualità.

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