Partinico prova a entrare nella mappa dei principali poli turistici italiani con “Meraviglia – L’Italia che incanta”, un ambizioso progetto che promette di trasformare contrada Bosco Falconeria in uno dei più grandi parchi divertimenti del Paese. Dietro l’iniziativa ci sono una società italo-spagnola, che per ora mantiene il massimo riserbo sulla propria identità, e un investimento stimato tra i 75 e gli 80 milioni di euro.
Il progetto prevede la realizzazione di una sorta di Italia in miniatura, con attrazioni e giochi a tema dedicati alle eccellenze del territorio nazionale. La società promotrice ha già acquistato 27 ettari di terreno e affidato la progettazione a un team di architetti della S&P Project srl. Parallelamente, il Comune ha avviato il percorso tecnico-amministrativo necessario per portare avanti l’iniziativa.
La giunta guidata dal sindaco Pietro Rao di Partinico ha approvato un atto di indirizzo che incarica gli uffici comunali di effettuare le valutazioni sul progetto. Secondo le prime stime diffuse dai progettisti, il parco potrebbe attirare circa 4.000 visitatori al giorno e generare tra i 280 e i 300 posti di lavoro diretti, oltre all’indotto legato a turismo, ristorazione e servizi.
Rao presenta il progetto come una svolta storica per la città. Il sindaco parla apertamente di un’infrastruttura capace di competere con i più grandi parchi europei e sostiene che il livello qualitativo potrebbe raggiungere standard “paragonabili, se non superiori, a Disneyland”. Per l’amministrazione comunale, “Meraviglia” rappresenta un’occasione concreta di rilancio economico e occupazionale per un territorio che da anni cerca nuove prospettive di sviluppo.
L’entusiasmo del Comune, però, ha acceso immediatamente lo scontro politico. Rifondazione Comunista, attraverso il circolo “Peppino Impastato”, contesta duramente l’operazione comunicativa costruita attorno all’annuncio del parco. Secondo il partito, il Comune avrebbe trasformato un semplice avvio dell’iter burocratico in una campagna di propaganda politica.
L’accusa di Rifondazione
Nel comunicato diffuso nelle ultime ore, Rifondazione sostiene che il procedimento riguardi esclusivamente aspetti tecnici e urbanistici, senza alcun bisogno di celebrazioni pubbliche o annunci trionfalistici. Il partito critica soprattutto la delibera approvata dalla giunta, definendola sostanzialmente inutile dal punto di vista amministrativo. «In un paese normale un’impresa presenta un’istanza e i competenti uffici iniziano l’iter burocratico previsto dalla legge», scrive il partito in un comunicato diffuso nelle ultime ore, in cui accusa il sindaco di puntare più sull’effetto mediatico che sui risultati concreti.
Lo scontro assume rapidamente toni molto duri. Rifondazione parla di “fuffa” e “fumo negli occhi”, invitando i cittadini a mantenere prudenza davanti a un progetto che deve ancora affrontare numerosi passaggi burocratici, urbanistici e ambientali. Per il partito, oggi non esiste alcuna certezza sulla reale costruzione del parco.
Il sindaco, dal canto suo, respinge le accuse e difende con forza la scelta dell’amministrazione di sostenere iniziative capaci di attrarre investimenti sul territorio. Rao attacca quella parte della città che, secondo lui, reagisce negativamente a qualsiasi proposta di sviluppo, definendola “i professionisti del disfattismo” e “i nemici della contentezza”.
Nel suo intervento, Rao insiste sulla necessità di superare anni di rassegnazione e immobilismo. Ricorda che il progetto nasce da imprenditori privati, ma rivendica il ruolo della politica nel creare condizioni favorevoli per chi vuole investire a Partinico.
La vicenda, quindi, supera già i confini del semplice progetto urbanistico e diventa terreno di scontro politico e culturale. Da una parte c’è chi vede in “Meraviglia” una grande occasione di rilancio economico, turistico e occupazionale. Dall’altra c’è chi teme l’ennesimo annuncio destinato a rimanere incompiuto e accusa l’amministrazione di alimentare aspettative premature.

