Palermo avrà un nuovo Centro di riferimento regionale per la diagnosi e la cura dell’endometriosi. L’inaugurazione avrà luogo all’Arnas “Civico- Di Cristina- Benfratelli” di Palermo il 7 luglio 2026 alle ore 12.00. Per l’occasione sarà inaugurata anche l’annessa nuova “sala operatoria integrata Teleion” dedicata alla Ginecologia. Il direttore della struttura sarà il dr. Antonio Maiorana.
L’appuntamento prevede una prima fase che si svolgerà presso l’Aula multimediale dell’azienda, sita al piano 2° del padiglione 1, in Piazza Nicola Leotta 4, Palermo, alle ore 12.00 e, a seguire, il consueto taglio del nastro davanti l’ingresso del centro, sito al padiglione 3b – edificio adiacente a quello dell’UOC “Ginecologia e Ostetricia” -, piano terra. È prevista la presenza dell’Assessore Regionale della Salute, Marcello Caruso.
L’UOC “Ginecologia e Ostetricia” dell’ARNAS “Civico – Di Cristina – Benfratelli” di Palermo, accanto a quella dell’ARNAS “Garibaldi” di Catania, rappresenta uno dei centri di riferimento regionale in Sicilia per la diagnosi e la cura dell’Endometriosi, istituiti con la legge regionale n. 27 del 28 dicembre 2019 “Disposizioni per la tutela e il sostegno delle donne affette da endometriosi”.
Il Governo, inoltre, con il DA. 652 del 23 giugno 2025, ha adottato un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) dedicato alla diagnosi e alla cura della patologia, al fine di garantire omogeneità ed equità di accesso alle cure sul territorio regionale, sfatando difformità assistenziali e perfezionando il percorso virtuoso già introdotto dalla Rete Endometriosi Siciliana, considerato un modello di cura esemplare anche per altre Regioni.
La Sicilia è stata pioniera nella standardizzazione di un percorso assistenziale, a carattere multidisciplinare, che ha permesso di offrire, alle donne che convivono con questa difficile patologia, tempestiva risposta ed una presa in carico complessiva e consapevole.
L’endometriosi ha pesanti ripercussioni in termini di costi diretti e indiretti e, laddove non può contare sullo stesso modello di cura, registra ancora oggi purtroppo, notevoli ritardi diagnostici rispetto all’esordio della malattia.



