È morto all’età di 90 anni l’imprenditore palermitano Roberto Helg, figura che per decenni ha ricoperto un ruolo di primo piano nel mondo economico cittadino. La famiglia ha scelto di comunicare la notizia della sua scomparsa soltanto dopo lo svolgimento dei funerali.
Per molti anni Helg ha guidato la Camera di Commercio e Confcommercio Palermo, costruendo l’immagine di imprenditore impegnato nella difesa della legalità e nella lotta al racket. Quel profilo, però, crollò nel 2015, quando ricopriva l’incarico di vicepresidente della Gesap.
In quell’anno i Carabinieri lo arrestarono con l’accusa di avere preteso una tangente da 100 mila euro dall’imprenditore e pasticciere Santi Palazzolo. Gli investigatori lo sorpresero mentre incassava il denaro che, secondo quanto ricostruito dall’accusa e confermato poi dalla sentenza definitiva, aveva richiesto per non ostacolare il rinnovo della concessione dei locali dell’attività commerciale all’interno dell’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo.
L’inchiesta provocò un forte clamore e cancellò l’immagine che Helg aveva costruito negli anni. Molti lo indicarono come un falso simbolo dell’antimafia, mentre la condanna definitiva per estorsione segnò la fine della sua carriera pubblica e della reputazione conquistata ai vertici delle principali organizzazioni di categoria.
Negli ultimi anni l’ex presidente della Camera di Commercio ha affrontato anche altre vicende giudiziarie. L’ultima condanna riguardava la bancarotta fraudolenta legata al fallimento delle società Gearr Srl e Frigidaire, storico negozio di elettrodomestici che, dopo 38 anni di attività, abbassò definitivamente le saracinesche lasciando senza occupazione 15 lavoratori.



