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Palermo, l’antico splendore di Villa D’Aguanno: da residenza liberty al degrado

CronacaPalermo, l'antico splendore di Villa D'Aguanno: da residenza liberty al degrado

Un tempo, questa dimora liberty si affacciava sul mare, abbracciando le pendici di Monte Pellegrino

In tanti nemmeno la conoscono e ne disconoscono l’antica bellezza. Guardando Monte Pellegrino da via Ruggero Marturano, in zona Don Orione, vedrete ai piedi della montagna una palazzina oggi diroccata. Probabilmente penserete che si tratta di una delle tante costruzioni abusive di Palermo non completate. In realtà non è così. Si tratta di Villa D’Aguanno che oggi appare come lo scheletro spoglio di una villa abbandonata, destinata alla demolizione imminente. Tuttavia, questa struttura vuota nasconde una storia ricca e affascinante.

Ecco com’era Villa D’Aguanno (Fb. Palermo di una volta)

Un tempo, questa dimora raffinata si affacciava sul mare, abbracciando le pendici di Monte Pellegrino. Il suo passato dorato è ora custodito solo in alcune rare fotografie d’epoca e nei ricordi di pochi fortunati. Quel che rimane oggi è solo un guscio architettonico privo di ogni ornamento. Villa D’Aguanno faceva parte del complesso di ville padronali liberty di via Bonanno, che sorgevano nelle vicinanze dell’attuale sede del Corpo forestale. Fu costruita nei primi anni del Novecento sotto l’occhio attento dell’architetto Ernesto Armò, allievo di Ernesto Basile. Prende il nome dal giurista trapanese Giuseppe D’Aguanno che fu il primo proprietario, morto nel 1908 all’età di 46 anni. A Palermo insegnava filosofia del diritto e diritto civile presso la Regia Universitaria.

Il lento declino partì dopo la seconda guerra mondiale, da quando è stata abbandonata a se stessa. Adesso è poco bella da guardare, soprattutto se non se ne conosce la storia. E non esiste più una strada per raggiungerla. Sulla facciata sono scomparsi gli infissi e le decorazioni di pregio, le maioliche e i balconi. Perso completamente è andato il meraviglioso giardino che la circondava con laghetti artificiali di acqua dolce. Ciò che rimane ancora nonostante l’abbandono sono le ringhiere della terrazza e della torretta, e una scala a chiocciola che porta al tetto da cui si scorge una bellissima veduta della città. Un bene che difficilmente potrà essere ripristinato ma che è patrimonio storico, quindi non abbattibile. Un esempio di Liberty che, insieme a tante ville della città, è andato perduto.

Ecco com’era. Foto facebook

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