Ha un volto e un nome la campagna degli adesivi antimafia comparsi negli ultimi giorni in diversi quartieri di Palermo. Davide Faraone, vicepresidente nazionale di Italia Viva, ha infatti annunciato che l’iniziativa porta la firma dei militanti di Italia Viva Palermo – Casa Riformista.
I volontari hanno distribuito e affisso decine di cartoline-adesivo allo Zen, a San Lorenzo, Uditore, Acquasanta e Tommaso Natale. I messaggi si rivolgono sia ai cittadini sia a chi, dopo una condanna per mafia, potrebbe pensare di tornare a esercitare pressioni criminali sul territorio.
Tra gli slogan compaiono frasi come «Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere» e «Bentornati. Ci auguriamo che il carcere vi abbia rieducati. Tuttavia, se proverete a chiedere il pizzo, noi vi denunceremo».
Con questi messaggi gli organizzatori vogliono rafforzare la cultura della legalità e incoraggiare commercianti e cittadini a denunciare ogni tentativo di estorsione.
Attraverso un post pubblicato sui social, Faraone ha spiegato le ragioni della campagna. La lotta alla mafia passa non solo dalle aule dei tribunali, ma anche dalla presenza nello spazio pubblico, dall’impegno civile e dalla forza dei simboli.
Nel suo intervento Faraone ha rivolto anche un ringraziamento a magistrati e forze dell’ordine, sottolineando il loro lavoro quotidiano contro la criminalità organizzata. «Noi abbiamo attaccato degli adesivi. Loro difendono ogni giorno la nostra libertà di farlo» conclude.



