martedì, 23 Giugno 2026
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Palermo non ha bisogno di condizionatori a palla, ma di alberi

Palermo brucia dal caldo, ma la soluzione è sotto i nostri occhi: ed è verde

Oggi l’asticella del termometro ha superato nuovamente i 30 gradi. A Palermo lo sappiamo bene: non è solo una questione di cifre su uno schermo, è quell’aria densa, quel respiro corto dettato da un’umidità asfissiante che fa schizzare la temperatura percepita a livelli da record. Le nostre estati – che ormai iniziano a maggio e finiscono a novembre – sono diventate una prova di resistenza. La colpa non è solo del cambiamento climatico globale. Palermo, come tantissime grandi città italiane, scottano perché le abbiamo cementificate all’inverosimile a discapito del verde.

Il meccanismo è semplice: la pece nera delle strade senza riparo arriva a temperature altissime. Il cemento bianco dei marciapiedi riflette calore nell’aria. I palazzoni, uno accanto all’altro, attenuano il vento. È il fenomeno noto come “l’isola di calore urbana”, una trappola termica in cui la scarsa presenza di vegetazione funge da moltiplicatore, aumentando le temperature rispetto a zone di campagna di 4-5 gradi. Camminare per certe vie del centro o della periferia nelle ore di punta nei mesi più caldi è come attraversare il deserto.

Non possiamo rassegnarci a vivere in una città-forno. La vera infrastruttura d’emergenza di cui Palermo ha bisogno non sono i condizionatori a palla, ma gli alberi. Per salvare Palermo dal collasso termico servono due azioni immediate, drastiche e non più rimandabili: riempire la città di alberi e di piante. Ogni spazio vuoto, ogni spartitraffico abbandonato, ogni piazza ridotta a una distesa di pietra dovrebbe ospitare almeno un albero. Piantare alberi non deve essere solo un vezzo estetico o un tributo al “decoro urbano” ma un intervento di sanità pubblica. Gli alberi non solo restituiscono ossigeno ma creano zone d’ombra vitali e riducono la temperatura ambientale grazie alla traspirazione.

Salvaguardiamo e curiamo quelli che abbiamo

Questo è forse il punto più critico. Non basta piantare un alberello durante una passerella politica e poi lasciarlo morire di sete sotto il sole di luglio. Dobbiamo proteggere i nostri giganti verdi che già popolano la città. Troppo spesso assistiamo a potature selvagge che sembrano vere e proprie mutilazioni, o ad alberi storici abbattuti con troppa leggerezza. Un albero adulto ha un potere refrigerante immenso rispetto a un fusto appena interrato: curarlo significa difendere un patrimonio collettivo.

19.3 C
Palermo

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