domenica, 19 Maggio 2024

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Pacchetto Primo Maggio: un bonus da 100 euro per i lavoratori e incentivi per chi assume

EconomiaPacchetto Primo Maggio: un bonus da 100 euro per i lavoratori e incentivi per chi assume

Il governo varia un pacchetto di misure per il lavoro e la coesione: Un respiro per i lavoratori italiani

Bonus di 100 euro per famiglie con redditi bassi, sgravi contributiv del 120% per incentivare le assunzioni; nuove disposizioni per favorire l’avvio di nuove attività e una riforma delle procedure per l’utilizzo dei fondi europei di coesione. Il Consiglio dei Ministri ha varato nuove misure col cosiddetto “pacchetto primo maggio” si articola in un decreto legge in materia di politiche di coesione e in un decreto legislativo che attua una parte della legge delega fiscale.

Il pacchetto di misure è incentrato sul lavoro e sulla coesione sociale, e offre una mano alle fasce più vulnerabili. Tra le disposizioni più significative, un bonus da 100 euro destinato ai lavoratori a basso reddito, un’azione mirata per stimolare l’occupazione giovanile e femminile, soprattutto nel Mezzogiorno, e investimenti per rilanciare l’economia locale.

Il bonus da 100 euro, rivolto ai lavoratori dipendenti con reddito inferiore a 28.000 euro e almeno un figlio a carico, rappresenta un sollievo finanziario per le famiglie che si trovano in difficoltà economica. Sebbene sia una misura temporanea, essa mira a mitigare il peso fiscale sulle famiglie, in linea con l’obiettivo di detassare le tredicesime. Verrà peró erogato a gennaio 2025 per problemi di copertura finanziaria.

Un’altra misura è il bonus giovani, che offre sgravi contributivi alle imprese che assumono lavoratori sotto i 35 anni, con incentivi ancora più generosi per le assunzioni nel Mezzogiorno. Questo programma tenta di incoraggiare l’occupazione giovanile e la crescita economica nelle regioni meno sviluppate del Paese.

Parallelamente, il bonus donne mira ad incentivare l’occupazione femminile, offrendo esenzioni contributive alle imprese che assumono lavoratrici svantaggiate, con particolare attenzione per quelle nel Mezzogiorno.

Approvata anche una riforma dei fondi strutturali, finalizzata a ottimizzare l’utilizzo delle risorse europee e nazionali per la coesione sociale e territoriale. Questa riforma mira a garantire che i fondi siano impiegati in modo efficace e coordinato, concentrando gli interventi prioritari su settori chiave come l’ambiente, le infrastrutture e lo sviluppo delle imprese.

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