Importanti lavori di ristrutturazione ed efficientamento interesseranno l’Ospedale Ingrassia a partire dal 2027, con una durata stimata di almeno tre anni. Un bacino di centomila cittadini rischia così di rimanere senza un punto di riferimento sanitario fondamentale. Per scongiurare l’impatto dei cantieri Asp, sindacati e amministratori locali chiedono alla Regione un ospedale da campo al posto della struttura ospedaliera temporaneamente non fruibile. Sostengono che l’installazione di una struttura militare della protezione civile garantirebbe la continuità del pronto soccorso e dei posti di lavoro, con un costo totale di 15 milioni di euro. L’assessorato regionale alla Salute solleva però forti perplessità su questa opzione.
Lo scontro sullo smistamento del personale
L’assessore Marcello Caruso valuta invece l’ipotesi di distribuire medici, operatori sanitari e posti letto nelle altre strutture ospedaliere cittadine. Questa proposta trova però la ferma opposizione dei primi cittadini del comprensorio, da Corleone a Partinico. In una lettera aperta inviata al presidente Schifani, i sindaci avvertono sui rischi per l’assistenza. Il trasferimento delle attività potrebbe infatti allungare i tempi di attesa e peggiorare la qualità dei servizi per gli utenti.
Le alternative al vaglio della Regione
Tra le opzioni sul tavolo resta anche la possibilità di mantenere aperta una porzione dell’ospedale durante i lavori. In questo modo i cantieri avanzerebbero in modo graduale nei vari reparti dell’edificio. Anche su questo compromesso logistico si registrano scetticismo e dubbi da parte dell’Asp e dei rappresentanti locali. La decisione finale della Regione dovrà bilanciare i costi elevati e la tutela della salute pubblica.


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