venerdì, 24 Aprile 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Il perito ha concluso che la durata dell'audio non era sufficiente per stabilire una comparazione

Misilmeri, assolti padre e figlio accusati di tentato omicidio: decisivo l’audio

I Carabinieri della compagnia di Misilmeri hanno arrestato Antonio e Rosario Casamento, padre e figlio di 54 e 23 anni. Gli investigatori li hanno accusati di aver tentato di vendicare con il sangue l’onore della figlia, lasciata dal fidanzato mentre era incinta. Secondo l’accusa, i due hanno cercato di uccidere il padre dell’ex fidanzato della ragazza.

Il processo si è svolto con rito ordinario davanti alla quarta sezione del Tribunale di Palermo. Il pubblico ministero ha chiesto per entrambi una condanna a 16 anni di reclusione per tentato omicidio. L’accusa ha fondato la propria ricostruzione sulle testimonianze di alcuni inquilini dello stabile di Villabate.

Qui qualcuno ha esploso alcuni colpi di pistola, oltre che su intercettazioni ambientali e su un file audio registrato da un condomino prima e durante l’azione. In quell’audio, secondo un maresciallo dei Carabinieri, si è sentita chiaramente la voce di Rosario Casamento.

Proprio su questo elemento si è concentrato il processo. I difensori, gli avvocati Giovanni Castronovo e Domenico Cacocciola, hanno contestato la ricostruzione del pubblico ministero. Hanno sottolineato l’assenza di un movente solido, hanno messo in dubbio il riconoscimento vocale basato sulla percezione di un ufficiale di Polizia Giudiziaria e hanno evidenziato che le celle telefoniche agganciate dai cellulari degli imputati li hanno collocati in zone incompatibili con il luogo del delitto.

La perizia fonica

Dopo la discussione, il Tribunale ha ritenuto indispensabile disporre una perizia fonica per verificare se la voce registrata nella chat vocale WhatsApp appartenesse davvero a Rosario Casamento. Il giudice ha affidato l’incarico al dottor Marco Zonaro.

Il perito ha concluso, in linea con il consulente della difesa Marco Perino, che non è risultato possibile effettuare un confronto attendibile. L’audio, infatti, ha avuto una durata di appena 2 minuti e 30 secondi, un tempo troppo breve per consentire una comparazione certa tra le voci.

Alla luce di queste conclusioni, il Tribunale ha assolto entrambi gli imputati con la formula “per non aver commesso il fatto” e ha disposto l’immediata scarcerazione di Rosario Casamento, detenuto dal novembre 2024 nel carcere Lorusso-Pagliarelli.

22.7 C
Palermo

Seguici sui social