Diventano definitive quindici condanne nel processo contro la mafia dei mandamenti di Villagrazia e Santa Maria di Gesù. La Corte di Cassazione ha messo il sigillo quasi totale al maxiprocesso che vedeva alla sbarra la “nuova generazione” di Cosa nostra palermitana: figli e nipoti dei boss storici che avevano preso in mano le redini del territorio.
L’impianto accusatorio ha retto quasi interamente davanti agli ermellini, che hanno respinto i ricorsi di ben 15 imputati su 16. L’unica eccezione riguarda la posizione di Francesco Guercio: per lui i giudici hanno disposto l’annullamento con rinvio della condanna a 16 anni, un mese e 23 giorni. La sua pena sarà ridiscussa in Appello e potrebbe subire uno sconto qualora venisse esclusa l’aggravante della recidiva.
Il peso dei cognomi e l’eredità dei boss
Tra i nomi eccellenti che tornano definitivamente in carcere spicca quello di Salvatore Profeta junior, nipote omonimo dello storico capomandamento di Santa Maria di Gesù. La figura del nonno resta legata a una delle pagine più buie della cronaca giudiziaria italiana: ingiustamente coinvolto dal falso pentito Vincenzo Scarantino nella strage di via D’Amelio, venne scarcerato dopo la revisione del processo, per poi riprendere il comando e ordinare persino un nuovo omicidio. Il nipote, Profeta junior, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 8 mesi.
Fermo anche il verdetto per Sandro Capizzi, che dovrà scontare 12 anni, 5 mesi e 10 giorni. Capizzi è il figlio di Benedetto, boss di primissimo piano che in passato aveva tentato di ricostituire la “Commissione” di Cosa nostra per assumerne la guida.
Tutte le condanne nel dettaglio
Il dispositivo della Cassazione ricalca pene severe per i vertici e i gregari delle due storiche famiglie mafiose, molti dei quali giudicati in “continuazione” con precedenti reati:
- Ignazio Traina: 18 anni, 2 mesi e 20 giorni
- Salvatore Freschi: 17 anni, 7 mesi e 23 giorni
- Girolamo Rao: 14 anni, 3 mesi e 16 giorni
- Giovanni Adelfio: 13 anni
- Massimo Mancino: 11 anni, 10 mesi e 6 giorni
- Giovanni La Mattina: 9 anni
- Salvatore Luisi: 8 anni, 10 mesi e 20 giorni
- Andrea Taormina: 8 anni
- Gioacchino Cardella: 6 anni, 2 mesi e 20 giorni
- Mariano Calascibetta: 4 anni e 8 mesi
Pene inferiori sono state inflitte a posizioni considerate minori dai giudici: 2 anni, 11 mesi e 16 giorni per Antonino Lucera; 2 anni, 2 mesi e 20 giorni per Salvatore Binario. Chiude l’elenco Samuele Immesi, condannato a un anno e quattro mesi con pena sospesa (condizionale).


