domenica, 30 Agosto 2026
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Il recap della prima data a Palermo

Jovanotti accende Palermo, 70 mila alla Favorita per il Jova Summer Party

Settantamila persone, il caldo africano e un palco trasformato in una gigantesca festa. Palermo ha accolto Jovanotti all’Ippodromo della Favorita per una giornata che ha unito musica, divertimento e una lunga carrellata di canzoni entrate nell’immaginario di più generazioni.

Il pubblico ha sfidato temperature altissime pur di esserci. Gli idranti hanno dato un po’ di sollievo alle migliaia di spettatori, ma nulla ha tolto entusiasmo a una folla arrivata alla Favorita per vivere fino in fondo il Jova Summer Party.

Lorenzo Cherubini ha scelto di iniziare il pomeriggio con leggerezza. Poco dopo le 16 è comparso sul palco con una polo a righe bianche e rosse, pantaloni bianchi, bretelle e cappellino. Tra un saluto e una battuta, ha osservato i cartelli del pubblico e ha interagito con le persone davanti a lui. Tra i messaggi comparsi nella folla anche quello di una ragazza intenzionata ad attraversare lo Stretto a nuoto.

Gli ospiti

La prima parte della giornata ha lasciato spazio agli ospiti. Sul palco sono arrivati Lello Analfino, Mario Venuti, Jimmy Sax, Venerus, Ana Carla Maza e i Tarantolati di Tricarico. Non sono mancati i momenti ironici, come lo scambio di battute tra Analfino e Jovanotti.

«Sono un minchiataro», ha detto il cantante siciliano. «Anche io», ha replicato Lorenzo tra le risate.Nel pomeriggio Jovanotti ha poi imbracciato la chitarra e ha regalato “Pieno di vita”, prima di prepararsi allo spettacolo serale.

L’omaggio a Palermo e il ricordo di Falcone

Il momento più intenso è arrivato quando Jovanotti ha parlato del suo rapporto con Palermo e con la Sicilia. Lorenzo ha raccontato di sentirsi molto palermitano dal 1992 in poi, un riferimento che inevitabilmente richiama la stagione delle stragi mafiose e, in particolare, l’attentato di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

Jovanotti ha ricordato la reazione della città dopo quella tragedia. Palermo che ha scelto di alzare la testa, di fronteggiare i prepotenti e di rifiutare l’idea che la violenza potesse decidere il destino della comunità. Un messaggio che l’artista ha trasformato in una dedica musicale. Dopo il suo discorso ha cantato «Mi fido di te», rivolgendola idealmente ai palermitani.

Nel corso della serata è arrivato anche un altro messaggio destinato a rimanere. Jovanotti ha parlato della metafora del vento e della possibilità di scegliere come affrontare ciò che accade. «Non possiamo cambiare il vento, la direzione del vento, ma possiamo scegliere come reagire. Buon vento a tutti». Una frase che ha sintetizzato lo spirito con cui Lorenzo ha voluto salutare Palermo.

I pupi di Giacomo Cuticchio sul palco

La Sicilia ha avuto un ruolo importante anche grazie all’intervento di Giacomo Cuticchio, che Jovanotti ha definito «patrimonio della cavalleria». Cuticchio ha portato sul palco una piccola rappresentazione dell’Opera dei Pupi, richiamando alcuni dei temi più profondi di questa tradizione: la difesa dei più deboli, la lotta contro l’oppressione dei prepotenti e il valore della cavalleria.

Una scaletta che va oltre la scaletta

Alle 21 è iniziato il grande concerto. Jovanotti ha attraversato la sua carriera con una lunga serie di brani, facendo cantare e ballare un pubblico composto da più generazioni. “Ricordati di vivere”, “Si alza il vento”, “Cado verso l’alto”, “Un raggio di sole”, “Tutto l’amore che ho”, “Dna”, “Shiva jam”, “Attaccami la spina”, “Lo scimpanzé”, “Penso positivo”, “Oceanica”, “Mi fido di te” e “Bella” hanno scandito la serata.

Poi “L’estate addosso”, “Gimme five”, “Ti porto via con me”, “Baciami ancora”, “Una tribù che balla”, “Ciao mamma” e “Ragazzo fortunato”.

Ma Jovanotti non si è fermato alla scaletta prevista. Nel corso della serata ha inserito anche «Sapore di mare» e «Sono un italiano», sorprendendo il pubblico con due momenti fuori programma.

E proprio il rapporto con la Sicilia è tornato ancora una volta al centro. Jovanotti ha raccontato di aver trovato nell’Isola la luce, un’immagine che si è inserita perfettamente nel racconto costruito durante tutta la serata.

Lorenzo, che il 27 settembre compirà 60 anni, continua così a portare sul palco la sua idea di musica. Non soltanto intrattenimento, ma anche un modo per stare insieme, guardarsi intorno e riflettere sul valore delle esperienze condivise.

Il pubblico aspettava «A te»

Per il gran finale, però, il pubblico aveva una richiesta precisa. Con il passare delle canzoni cresceva infatti l’attesa per «A te», uno dei brani più amati del repertorio di Jovanotti. La canzone non arrivava e tra gli spettatori iniziava a farsi strada la delusione. Sembrava quasi che Lorenzo avesse deciso di lasciarla fuori dalla scaletta.

Poi, quando ormai il concerto sembrava avviarsi alla conclusione, Jovanotti ha finalmente intonato «A te». Era il brano che in tanti aspettavano e Lorenzo lo ha lasciato per ultimo, trasformandolo nel saluto. Ora la Favorita si prepara già a un’altra giornata di musica. Stasera infatti il Jova Summer Party torna protagonista a Palermo.

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