giovedì, 25 Giugno 2026
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La banda ha colpito cinque comuni nell'arco di appena tre settimane

Furti d’auto a raffica nel Palermitano: tre arresti

Una serie di furti organizzati nei minimi dettagli ha colpito cinque comuni della provincia di Palermo nell’arco di appena tre settimane. Furti portati a termine con una precisa suddivisione dei compiti e una cadenza quasi sistematica I Carabinieri della Compagnia di Carini, con il supporto del Nucleo Cinofili di Palermo, hanno fermato l’attività della banda eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Palermo nei confronti di tre giovani residenti tra Carini e Capaci, già conosciuti dalle forze dell’ordine.

Gli investigatori contestano ai tre, a vario titolo, i reati di furto e tentato furto pluriaggravato in concorso, ricettazione di auto e motocicli e incendio doloso. Uno degli indagati è finito in carcere. Mentre gli altri due hanno ottenuto gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Nella stessa operazione, coordinata dalla Procura di Palermo, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà altri due presunti complici. Un giovane e un ragazzo che all’epoca dei fatti non aveva ancora raggiunto la maggiore età.

L’indagine, sviluppata dai militari della Stazione Carabinieri di Capaci, è partita dopo il forte aumento dei furti di veicoli registrato nel 2024. Il gruppo criminale avrebbe esteso la propria attività da Capaci e Carini fino a Balestrate, Torretta e Campofelice di Roccella. Nel solo mese di ottobre, in circa venti giorni, la banda avrebbe compiuto dieci colpi. Arrivando in un caso a incendiare un’auto rubata per eliminare eventuali tracce utili alle indagini.

Per identificare i responsabili, i Carabinieri hanno combinato strumenti tecnologici e attività investigative tradizionali. Gli investigatori hanno confrontato le denunce delle vittime con i tabulati telefonici e i dati GPS di un’auto noleggiata dal gruppo per spostarsi sul territorio, riuscendo così a ricostruire i movimenti dei sospettati. Un ruolo decisivo lo hanno avuto anche le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Queste hanno documentato tutte le fasi delle azioni. Dai sopralluoghi preliminari all’esecuzione dei furti, fino alla fuga e all’occultamento dei veicoli.

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