giovedì, 9 Luglio 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Quasi tutte le associazioni presenti hanno comunicato che non daranno il via alle attività didattiche

Formazione in Sicilia, nessun accordo. I sindacati: “Paralisi totale”

Lo stallo sulla formazione professionale in Sicilia si aggrava dopo il confronto tra l’Assessorato regionale all’Istruzione e le parti sociali. Al termine del tavolo convocato dall’assessore Mimmo Turano, i sindacati della scuola denunciano l’assenza di soluzioni concrete e avvertono che, senza garanzie amministrative e finanziarie, l’avvio dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale previsto per settembre rischia seriamente di saltare.

Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tenutosi ieri e convocato dall’Assessore regionale all’Istruzione e Formazione Professionale, Mimmo Turano. I responsabili regionali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA E SNALS CONFSAL esprimono profonda preoccupazione a seguito del tavolo istituzionale, che non ha registrato alcun passo avanti rispetto alle gravi criticità gestionali e strutturali già ampiamente denunciate nei giorni scorsi.

Al contrario, la riunione ha sancito una rottura totale: preso atto dell’impossibilità dell’Amministrazione di garantire l’avvio regolare dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) entro il prossimo 15 settembre con le dovute coperture, la quasi totalità delle associazioni datoriali presenti ha annunciato formalmente di non voler far partire le attività didattiche sotto la propria ed esclusiva responsabilità giuridica ed economica. 

Le dichiarazioni

«Prendiamo atto della scelta delle associazioni datoriali, ad eccezione di Assofor che hanno annunciato di non voler far partire i corsi sotto la propria responsabilità. A nostro avviso si tratterebbe di un passo indietro e l’interruzione di un circolo virtuoso che ha permesso non solo continuità didattica e allineamento con il calendario della scuola pubblica, ma anche continuità retributiva per gli operatori del settore. Non si può pretendere che i corsi aprano i battenti senza decreti, senza graduatorie e senza coperture finanziarie, scaricando oneri e rischi legali sui soggetti attuatori e, di riflesso, sulla pelle dei lavoratori».

«Chiedere un “atto di fede” al buio significa esporre i lavoratori a mesi di precarietà e stipendi non pagati. Non lo permetteremo» dichiarano Michele Vivaldi, FLC CGIL, Honorè Federico, CISL Scuola, Ninni Panzica, UIL Scuola RUA e Clelia Casciola, SNALS CONFSAL.

«Il quadro di totale paralisi – continuano i sindacalisti – del settore è stato ulteriormente aggravato dall’assoluto isolamento dell’associazione datoriale Assofor, unica sigla rimasta al tavolo dopo che tutte le altre organizzazioni maggiormente rappresentative (Cenfop, Forma.re, Forma Sicilia, Anfop, Federterziario, e Unsic) hanno abbandonato l’incontro in segno di protesta. Nel corso del confronto, inoltre, è rimasto un nodo politico e amministrativo inquietante: non è stata fornita alcuna risposta chiara su quali dati certi e certificati Assofor abbia condotto la propria ricognizione – posta alla base della nota inviata all’Assessorato – che ha spinto l’Assessorato a sconfessare il lungo e approfondito lavoro istruttorio svolto dai propri stessi uffici dell’amministrazione».

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