giovedì, 17 Settembre 2026
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Dopo 11 anni condannato il ministero

Farmaco in gravidanza causa grave malformazione: maxi rimborso a Palermo

Un risarcimento da oltre 1,4 milioni di euro e un assegno mensile a vita. È quanto spetta a un sessantenne palermitano che ha ottenuto il riconoscimento del danno provocato dalla talidomide, il farmaco assunto dalla madre durante la gravidanza negli anni ’50 e ’60.

L’uomo è nato con gravi malformazioni al piede destro. Per anni ha chiesto allo Stato il riconoscimento dell’indennizzo previsto dalla normativa italiana per le persone danneggiate dalla talidomide, ma il Ministero della Salute ha negato il nesso tra il farmaco e la sua condizione, chiedendo anche la prova dell’effettiva assunzione del medicinale da parte della madre.

Nel 2015 il sessantenne si è visto respingere la richiesta di indennizzo. La commissione medica incaricata dal Ministero ha escluso il rapporto di causalità tra la talidomide e la malformazione. Nel frattempo, però, erano comparsi due verbali con conclusioni opposte: uno riconosceva il collegamento, mentre l’altro lo negava.

L’uomo ha quindi deciso di rivolgersi alla magistratura, sostenendo che la malformazione presentasse le caratteristiche tipiche di un’embriopatia da talidomide e che rientrasse nel periodo temporale previsto dalla normativa, tra il 1959 e il 1965.

Avvio del procedimento

Assistito dagli avvocati palermitani Ermanno Zancla e Federica Licata, ha avviato il procedimento davanti al Tribunale di Termini Imerese. Il giudice ha affidato a un medico legale una consulenza per verificare l’eventuale collegamento tra la malformazione dell’arto inferiore destro e l’assunzione del farmaco nelle prime settimane di gravidanza.

Il consulente ha confermato il nesso causale, in linea con il primo parere espresso dalla commissione medica. Il Tribunale ha quindi accolto il ricorso dell’uomo. Il Ministero della Salute ha impugnato la decisione, ma anche durante il giudizio d’appello una nuova consulenza ha confermato il rapporto tra la talidomide e la malformazione.

Dopo un percorso giudiziario durato 11 anni, la Corte d’Appello di Palermo ha riconosciuto definitivamente il diritto all’indennizzo. La sentenza è ormai passata in giudicato e stabilisce il pagamento degli arretrati a partire dal 2008, per una somma complessiva di circa 1,4 milioni di euro, oltre a un assegno mensile superiore ai 5 mila euro per tutta la vita.

«Dopo numerose cause in tutta Italia, finalmente anche a Palermo viene riconosciuto, con una sentenza passata in giudicato, l’indennizzo per i danni provocati dalla talidomide» spiegano gli avvocati Zancla e Licata.

Le recenti pronunce dei tribunali potrebbero aprire nuove prospettive per numerosi cittadini italiani con gravi malformazioni agli arti riconducibili alla diffusione della talidomide negli anni ’60. Per gli avvocati, infatti, per molti anni lo Stato ha negato il riconoscimento dell’indennizzo previsto dalla legge.

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