lunedì, 1 Giugno 2026
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L'indagato, reo confesso del delitto, deve rispondere della grave accusa di omicidio volontario con l'aggravante dei futili motivi

Chiuse le indagini su delitto Paolo Taormina: Maranzano verso l’ergastolo

La Procura di Palermo ha formalmente chiuso le indagini in merito all’omicidio di Paolo Taormina, notificando l’avviso di conclusione al ventottenne Gaetano Maranzano. L’indagato, reo confesso del delitto, deve rispondere della grave accusa di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi, un quadro accusatorio per il quale rischia la condanna all’ergastolo.

Sul fronte dei rilievi scientifici, le perizie balistiche condotte nei mesi scorsi dai Carabinieri del Ris hanno confermato che a colpire a morte il ventunenne è stata la pistola calibro 9 consegnata dallo stesso Maranzano al momento del suo arresto. Il fatto di sangue si era consumato la notte del 12 ottobre 2025 all’esterno del pub che la vittima gestiva insieme ai propri familiari.

Rimane tuttavia da chiarire in via definitiva l’esatto movente che ha armato la mano dell’omicida. Le indagini, coordinate dai pubblici ministeri Maurizio Bonaccorso e Ornella Di Rienzo, hanno esplorato in modo approfondito tutte le piste possibili, inclusa la versione fornita dall’indagato.

Durante gli interrogatori, Maranzano aveva dichiarato di aver fatto fuoco dopo aver ricevuto sguardi di sfida da parte di Taormina, sostenendo inoltre di averlo riconosciuto a causa di alcuni presunti apprezzamenti che il giovane avrebbe rivolto sui social network alla sua ex moglie.

Questa ricostruzione, tuttavia, non ha trovato alcun riscontro oggettivo: né l’analisi tecnica dei dispositivi cellulari né le dichiarazioni fornite dai testimoni ascoltati dagli inquirenti hanno confermato l’esistenza di tali interazioni.

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