martedì, 2 Giugno 2026
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Il bersaglio originario del dodicenne sarebbero potuti essere tre compagni musulmani

Aggressione di San Vito Lo Capo, sospettato piano suprematista: intervenuta la Antiterrorismo

Emergono nuovi elementi sulla vicenda del dodicenne di San Vito Lo Capo che nei giorni scorsi ha aggredito un insegnante all’interno della scuola dopo essersi presentato armato di coltelli. La procura per i minorenni di Palermo ha affidato ai carabinieri della sezione Antiterrorismo del Ros gli approfondimenti sul caso.

Al centro delle indagini ci sono alcune chat Telegram trovate durante gli accertamenti sui dispositivi del ragazzo. Secondo quanto emerso, il dodicenne avrebbe parlato online di un piano contro alcuni compagni di scuola musulmani, facendo anche riferimento a idee suprematiste e citando gli autori di stragi avvenute all’estero.

Nelle conversazioni, scritte in inglese, il giovane avrebbe indicato alcuni compagni come possibili obiettivi e citato autori di stragi avvenute all’estero legate all’estremismo suprematista bianco. Avrebbe persino mostrato consapevolezza del fatto di non essere imputabile, in quanto minore di 14 anni. Gli inquirenti stanno verificando la natura dei contatti avuti online dal ragazzo e l’eventuale ruolo di altre persone.

Resta inoltre da chiarire perché il ragazzo, il giorno dell’aggressione, abbia poi colpito un docente e non alcuni compagni come ipotizzato nelle conversazioni online. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’evoluzione del piano e le intenzioni del minore nelle ore precedenti all’episodio.

La madre del dodicenne, ascoltata dagli investigatori, continua a sostenere che il figlio possa essere stato influenzato o istigato da qualcuno conosciuto online.

Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il minore possa avere subito influenze o forme di radicalizzazione attraverso gruppi frequentati online negli ultimi mesi. Tra gli elementi al vaglio ci sarebbero anche alcuni profili social che sarebbero stati in passato bloccati per contenuti ritenuti inappropriati.

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