venerdì, 12 Giugno 2026
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Ideata da Igor Tullio, consigliere nazionale del SIM Carabinieri, è l'evoluzione del “Progetto Milena” voluto dal presidente del sindacato Giuseppe Bonadonna

Da Palermo al Parlamento: presentata all’onorevole Carolina Varchi la proposta sull’educazione contro la violenza di genere del SIM Carabinieri

Da Palermo, parte una proposta di legge finalizzata alla promozione della cultura del rispetto, della legalità e della parità di genere, tra le principali sfide educative e sociali del Paese.
A proporla è il SIM Carabinieri, la sigla più rappresentativa dell’Arma nel territorio italiano, che ha trasmesso il progetto all’onorevole Carolina Varchi, presidente del Comitato per le Pari Opportunità alla Camera dei Deputati.
A ideare la proposta è stato il consigliere nazionale del SIM Carabinieri Igor Tullio, palermitano, con l’obiettivo di introdurre l’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza di genere nel sistema scolastico nazionale.
L’idea si inserisce nel solco dei principi introdotti dalla Legge 46 del 2022, che ha riconosciuto le APCSM – Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari – segnando una svolta nel processo di rappresentanza e partecipazione del personale militare e valorizzando, tra i propri principi, anche la promozione della parità di genere e dell’inclusione all’interno delle strutture rappresentative.
L’iniziativa si configura inoltre come un’evoluzione concreta del “Progetto Milena”, fortemente voluto dal presidente del SIM Carabinieri Giuseppe Bonadonna – anch’egli palermitano – nato con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura del rispetto, della tutela della donna e della sensibilizzazione contro ogni forma di violenza e discriminazione.
La protagonista assoluta del progetto è la pugliese Filomena Di Gennaro, vittima di un tentato femminicidio, la cui testimonianza ha aiutato tantissime ragazze, orientandole  anche a denunciare.
Proprio in questo quadro si colloca il ruolo del SIM Carabinieri, che intende contribuire al dibattito culturale e sociale del Paese, portando l’esperienza maturata nei contesti operativi e istituzionali: la proposta infatti nasce anche dall’osservazione diretta, da parte del personale dell’Arma dei Carabinieri, del fenomeno della violenza di genere, che continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sociali in atto.
L’Arma dei Carabinieri è da anni in prima linea nel contrasto attraverso attività di prevenzione, ascolto delle vittime, indagini e collaborazione con la magistratura.
Dall’esperienza concreta deriva la consapevolezza che le azioni di lotta alla violenza non possano essere soltanto repressive, ma debbano necessariamente partire dall’educazione e dalla formazione culturale delle nuove generazioni.
La proposta prevede l’inserimento dell’educazione alla parità di genere nell’ambito dell’educazione civica, senza incremento del monte ore scolastico e senza nuovi oneri per la finanza pubblica, attraverso percorsi dedicati al rispetto reciproco, alla prevenzione delle discriminazioni, all’educazione alle relazioni sane e alla prevenzione di tutte le forme di violenza.
È inoltre prevista la possibilità di collaborazioni tra istituzioni scolastiche, enti pubblici, progetti come quello del SIM, con centri antiviolenza e Forze dell’Ordine, in particolare Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato, per rafforzare il legame tra istituzioni e territorio nella diffusione della cultura della legalità e della prevenzione.
“Chi opera ogni giorno sul territorio – dichiarano il presidente Giuseppe Bonadonna e il consigliere nazionale del SIM Carabinieri Igor Tullio, promotore dell’iniziativa – sa quanto sia fondamentale intervenire prima che la violenza si manifesti: la prevenzione passa dall’educazione e dalla formazione culturale”.
“Le APCSM, nel solco della Legge 46/2022 – aggiungono – possono e devono contribuire anche a questo processo di crescita sociale, mettendo a disposizione l’esperienza maturata sul campo”.
Con l’iniziativa, il SIM Carabinieri conferma il proprio impegno nella promozione dei valori costituzionali, della dignità della persona e della cultura del rispetto, in continuità con la missione dell’Arma dei Carabinieri al servizio della collettività e nel percorso già avviato attraverso il “Progetto Milena”.

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