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	<title>Politica Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Jun 2026 13:24:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Politica Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<item>
		<title>Mondello, ancora ritardi: la Italo Belga chiede tempo. La Vardera: «Non è in grado di mantenere la pulizia»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/mondello-ancora-ritardi-la-italo-belga-chiede-tempo-la-vardera-non-e-in-grado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 07:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mondello]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La società completerà l'allestimento della spiaggia soltanto nei primi giorni di agosto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La stagione balneare di <strong>Mondello </strong>continua a slittare. Dopo la prima proroga già concessa e ormai scaduta, la<strong> Italo-Belga</strong> ha presentato una nuova richiesta alla <strong>Regione Siciliana</strong>. Lo scopo è ottenere altri 29 giorni lavorativi, pari a circa cinque settimane. Se l&#8217;istanza verrà accolta, la società completerà l&#8217;allestimento della spiaggia soltanto nei primi giorni di agosto. Fatta eccezione per i varchi di libero accesso che devono restare disponibili.</p>



<p>A maggio la concessionaria aveva assicurato l&#8217;avvio a pieno regime entro la fine di giugno, ma anche questa scadenza non verrà rispettata. Alla base della nuova richiesta ci sarebbero le difficoltà incontrate durante le operazioni di preparazione dell&#8217;arenile. La società segnala infatti la presenza quotidiana di rifiuti abbandonati sulla spiaggia di <strong>Mondello</strong>. Una situazione che rallenta il lavoro delle pale meccaniche impegnate a livellare la sabbia prima del posizionamento di lettini e ombrelloni.</p>



<p>La<strong> Italo-Belga</strong> ha trasmesso la richiesta di proroga all&#8217;assessorato regionale al <strong>Territorio e Ambiente</strong>, guidato da <strong>Giusi Savarino</strong>, e alla <strong>Capitaneria di porto</strong>. Nel documento la società evidenzia la necessità di completare gli interventi straordinari di pulizia dell&#8217;arenile per consentire l&#8217;apertura regolare dei lidi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La replica di La Vardera</strong></h2>



<p>Sulla vicenda interviene anche il deputato regionale <strong>Ismaele La Vardera</strong>, che punta il dito contro la gestione della spiaggia e richiama la decisione del<strong> Consiglio di giustizia amministrativa</strong>. «La sospensiva dei giudici del <strong>Cga </strong>che hanno concesso – afferma – di affidare la spiaggia alla<strong> Italo-belga</strong> si basava su delle motivazioni che mettevano la società nella sola condizione di essere in grado di garantire il decoro e l’organizzazione. Bene tenetevi forte, proprio l<strong>’Italo-belga</strong> chiede alla regione tempo perché non in in grado di montare i lidi primi di agosto».</p>



<p>Il parlamentare siciliano aggiunge un altro elemento di critica. «Il bello deve ancora venire: la società che non è in grado di mantenere la pulizia é stata costretta a rivolgersi alla <strong>Rap </strong>pagando 30 mila euro &#8211; continua <strong>La Vardera </strong>-. La domanda sorge spontanea. Come mai allora abbiamo affidato loro la gestione della spiaggia in virtù della loro capacità di mantenere l’ordine, quando mettono nero su bianco di non essere in grado di gestirla quella spiaggia?».</p>



<p>«Non smetterò di raccontarvi una delle storie più incredibili che grida vendetta, e che ogni giorno che passa rasenta il ridicolo ed è una offesa ai siciliani liberi» conclude.</p>
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		<item>
		<title>Partecipate del Comune, scatta il risiko delle nomine: Lagalla prepara il rinnovo dei vertici</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/partecipate-comune-scatta-il-risiko-delle-nomine-lagalla-prepara-il-rinnovo-dei-vertici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 05:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[TAGLIO ALTO]]></category>
		<category><![CDATA[Amat]]></category>
		<category><![CDATA[amg]]></category>
		<category><![CDATA[rap]]></category>
		<category><![CDATA[reset]]></category>
		<category><![CDATA[Sispi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In scadenza i cda di Amat, Amap, Rap, Sispi, Amg Energia e Reset. Si apre il confronto nel centrodestra</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/partecipate-comune-scatta-il-risiko-delle-nomine-lagalla-prepara-il-rinnovo-dei-vertici/">Partecipate del Comune, scatta il risiko delle nomine: Lagalla prepara il rinnovo dei vertici</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Comune di Palermo si prepara a una nuova tornata di nomine nelle <strong>società partecipate</strong>. Un passaggio che, oltre ad avere un peso amministrativo, rischia di incidere sugli equilibri politici della maggioranza che sostiene il sindaco <strong>Roberto Lagalla</strong>, chiamata a confrontarsi con i nuovi rapporti di forza maturati negli ultimi mesi all&#8217;interno del centrodestra.</p>



<p>A far scattare il conto alla rovescia è una nota inviata dal primo cittadino ai vertici di <strong>Amat, Amap, Rap, Sispi, Amg Energia e Reset</strong>. Nel documento, Lagalla richiama le modifiche introdotte al Codice civile dal Parlamento nell&#8217;aprile scorso, che cambiano le modalità di scadenza degli incarichi degli amministratori delle società.</p>



<p>La novità normativa prevede infatti che gli amministratori cessino dalla carica <strong>dopo tre anni </strong>dalla nomina alla data della riunione dell&#8217;organo competente per l&#8217;approvazione del bilancio, e non più in occasione dell&#8217;assemblea dei soci come avveniva fino ad oggi. Un cambiamento apparentemente tecnico, ma destinato ad avere effetti immediati sulle società controllate dal Comune.</p>



<p>«La novità – scrive il sindaco nella comunicazione inviata alle aziende – assume particolare rilevanza in considerazione dell&#8217;imminente scadenza della quasi totalità degli organi amministrativi e di controllo delle società». Una circostanza che impone di avviare per tempo le procedure per il rinnovo dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali.</p>



<p>L&#8217;effetto pratico della nuova disciplina sarà quello di anticipare il percorso che porterà alla designazione dei nuovi vertici delle partecipate comunali. Si apre dunque una fase delicata, nella quale le scelte amministrative si intrecceranno inevitabilmente con le dinamiche politiche.</p>



<p>Le principali società del Comune gestiscono infatti servizi strategici per la città. Per questo motivo le nomine rappresentano da sempre uno dei dossier più sensibili per Palazzo delle Aquile.</p>



<p>Nelle prossime settimane si prevede quindi l&#8217;avvio di un <strong>confronto</strong> all&#8217;interno della coalizione di centrodestra che sostiene Lagalla. I partiti sarebbero pronti a chiedere una revisione degli attuali assetti e a proporre nuovi nomi per alcune delle principali poltrone. Sul tavolo peseranno i risultati elettorali più recenti e il diverso peso politico acquisito dalle forze della maggioranza, elementi che potrebbero determinare cambiamenti significativi rispetto all&#8217;attuale composizione dei vertici delle partecipate.</p>
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		<item>
		<title>Centro-sinistra, Di Paola verso la candidatura alla presidenza della Regione col campo largo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/centro-sinistra-di-paola-verso-la-candidatura-alla-presidenza-della-regione-col-campo-largo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Terminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 17:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il leader regionale del M5S si fa avanti per la guida del centrosinistra alla Regione e frena sull'ipotesi primarie del PD</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Nuccio Di Paola</strong>, già candidato presidente alla Regione nel 2022 e <strong>leader regionale</strong> del Movimento <strong>5 Stelle</strong>, si dichiara disposto a <strong>ricandidarsi</strong>. Ma, stavolta, a nome dell&#8217;intera coalizione di centro-sinistra &#8211; il cosiddetto <strong>campo largo</strong> &#8211; che include <strong>PD, Avs, Controcorrente, socialisti </strong>e altre realtà <strong>civiche</strong> e di sinistra.</p>



<p>La proposta agli alleati è quella di <strong>rinunciare alle primarie</strong> &#8220;per scegliere il migliore candidato in grado di aggregare e portare avanti un programma condiviso&#8221;. A<strong> Ismaele La Vardera</strong>, leader di Controcorrente, è stato invece proposto di <strong>rinunciare alla Regione per correre al Comune</strong>, col sostegno dell&#8217;intera coalizione, ma non è ancora escluso che non si possa ricandidare autonomamente.</p>



<p>La mossa di Di Paola è arrivata a seguito della proposta del <strong>PD</strong> di scegliere il candidato attraverso <strong>primarie</strong> di coalizione: &#8220;Nel <strong>2022</strong> &#8211; ha ricordato al Giornale di Sicilia &#8211; questa soluzione si è rivelata negativa. I partiti hanno finito per <strong>dividersi </strong>e oggi invece gli elettori chiedono un centrosinistra unito per governare la Regione&#8221;.</p>



<p>Il <strong>leader dei 5 Stelle</strong> non ha negato di essere tra i possibili <strong>candidati</strong> per Palazzo d&#8217;Orleans: &#8220;Da anni lavoro sul territorio, conosco ogni singolo Comune e la situazione di ogni area della Sicilia. Non mi nascondo dietro tatticismi,<strong> io ci sono</strong>&#8220;.</p>



<p>Di Paola è da tempo a lavoro anche per una <strong>seconda lista</strong>, che includa <strong>amministratori e civici</strong>, come Progetto Civico Italia guidato da Carmelo Miceli. E sembra avere le idee chiare anche sul <strong>programma</strong>, che includerà punti come &#8220;<strong>lotta alla povertà, potenziamento del sistema welfare, assistenza sanitaria e buona amministrazione</strong>&#8220;.</p>



<p><strong>Lunedì alle 18</strong>, a <strong>Palermo</strong>, si terrà una riunione dell&#8217;intero <strong>campo largo</strong> progressista per discutere la proposta dem<strong> </strong>di indire le primarie. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Addio all&#8217;ecomostro di Via Tiro a Segno: approvato progetto di demolizione</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/addio-allecomostro-di-via-tiro-a-segno-approvato-progetto-di-demolizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 18:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=58248</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Giunta ha dato il via libera</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La città si prepara finalmente a chiudere i conti con uno dei suoi simboli di degrado più noti. La Giunta comunale ha dato il via libera amministrativo al <strong>progetto esecutivo del primo stralcio</strong> per la riqualificazione dell’area di <strong>Via Tiro a Segno</strong>. L&#8217;intervento, atteso da anni, prevede l&#8217;abbattimento totale dell&#8217;immobile incompiuto e l&#8217;avvio delle prime cruciali attività di bonifica del sito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una svolta per la rigenerazione urbana</h2>



<p>L’approvazione segna un passaggio decisivo per restituire sicurezza, vivibilità e decoro a una zona considerata strategica per il tessuto cittadino. La scelta della linea dura – ovvero l&#8217;abbattimento – segue l&#8217;indirizzo chiaro già tracciato dal Consiglio comunale che, con la deliberazione n. 1 del 15 gennaio 2026, aveva dato mandato formale all&#8217;Amministrazione di procedere alla demolizione dello &#8220;scheletro&#8221;.</p>



<p>L&#8217;edificio, rimasto per troppo tempo una ferita aperta nel quartiere, smetterà così di essere il monumento all&#8217;incompiutezza che tutti conoscevano.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I numeri e i dettagli tecnici dell&#8217;intervento</strong></h3>



<p>Il via libera al progetto non è stato un percorso improvvisato, ma il risultato di una serie di <strong>approfondite verifiche tecniche, geologiche, strutturali e idrauliche</strong>. L&#8217;obiettivo è garantire una demolizione controllata e sicura, capace di azzerare i rischi per l&#8217;area circostante.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I dati economici del primo lotto di interventi:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Importo complessivo del 1° stralcio:</strong> € 741.220,90</li>



<li><strong>Fondi destinati esclusivamente ai lavori:</strong> € 494.746,52</li>



<li><strong>Interventi previsti:</strong> Demolizione controllata dello scheletro, messa in sicurezza dell&#8217;area e prima bonifica ambientale.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le voci di Palazzo delle Aquile: &#8220;Passo concreto verso il futuro&#8221;</h3>



<p>Soddisfazione espressa dal Sindaco <strong>Roberto Lagalla</strong> e dall&#8217;Assessore ai Lavori Pubblici <strong>Totò Orlando</strong>, che in una nota congiunta hanno sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;operazione:</p>



<p>&#8220;L’approvazione del progetto esecutivo rappresenta un passaggio importante nel percorso di recupero di un’area che per troppo tempo è stata caratterizzata da degrado e abbandono. Con questo provvedimento diamo concreta attuazione all’indirizzo espresso dal Consiglio comunale e avviamo il primo stralcio di un intervento atteso dalla cittadinanza. La demolizione dello scheletro dell’edificio consentirà di eliminare una presenza che negli anni è diventata simbolo di incompiutezza, restituendo decoro e sicurezza a un contesto urbano strategico. Si tratta di un risultato frutto di un articolato lavoro amministrativo e tecnico che oggi ci permette di compiere un passo concreto verso la piena riqualificazione dell’area. Prosegue così l’impegno dell’Amministrazione comunale per la rigenerazione urbana e la restituzione alla collettività di spazi pubblici oggi inutilizzati&#8221;. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Noce, capogruppo PD replica alla RAP: &#8220;Più contenitori alle famiglie&#8221;</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/noce-capogruppo-pd-replica-alla-rap-piu-contenitori-alle-famiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[noce]]></category>
		<category><![CDATA[rap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo dichiara il capogruppo dem in Quinta Circoscrizione, Salvo Altadonna</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/noce-capogruppo-pd-replica-alla-rap-piu-contenitori-alle-famiglie/">Noce, capogruppo PD replica alla RAP: &#8220;Più contenitori alle famiglie&#8221;</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A seguito della polemica della <a href="https://quotidianodipalermo.it/noce-servizio-porta-a-porta-non-rispettato-discariche-abusive-e-carichi-contaminati/" type="post" id="58206">RAP</a>, la società che smaltisce i rifiuti nel capoluogo siciliano, sui <strong>carichi di carta contaminati</strong> e le <strong>discariche abusive</strong> nel quartiere Noce, e della richiesta di responsabilità ai cittadini, arriva la replica di un esponente dem della Circoscrizione.</p>



<p>«Il Presidente Todaro chiede collaborazione ai cittadini e ritengo corretto l&#8217;appello, ma anche RAP deve fare la sua parte», dichiara <strong>Salvo Altadonna, Capogruppo PD in V Circoscrizione</strong>, che segue dall&#8217;inizio il passaggio alla raccolta differenziata nel quartiere Noce.</p>



<p><br>«A dieci giorni dal via &#8211; continua Altadonna &#8211; possiamo fare un primo bilancio. Nonostante lo straordinario lavoro svolto da Legambiente con i suoi volontari e dagli operatori RAP, sono ancora tante le famiglie e i commercianti a non aver ricevuto mastelli e carrellati. I dati in mio possesso indicano che su circa <strong>7.500 nuclei familiari, circa 1.500 non</strong> hanno ancora ricevuto i contenitori. Tra i commercianti, circa 400 in totale, siamo a poco più del 50%».</p>



<p><br>«Se il Presidente Todaro – conclude Altadonna – si riferisce ai cumuli di sacchetti presenti in alcune zone del quartiere, cosa che nei primi giorni era prevedibile, non giustifico certo chi abbandona i rifiuti. Ma visti i dati, a meno che non si chieda ai cittadini di mangiare i rifiuti, è necessario un <strong>ulteriore sforzo</strong> per consegnare a tutti i contenitori».</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/noce-capogruppo-pd-replica-alla-rap-piu-contenitori-alle-famiglie/">Noce, capogruppo PD replica alla RAP: &#8220;Più contenitori alle famiglie&#8221;</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Civico, a rischio novanta dipendenti OSS: l&#8217;ultimatum di Uil-Fp</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/civico-rischio-novanta-dipendenti-oss-ultimatum-uil-fp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I segretari della UIL-FP, Fecarotta e Piastra, chiedono tavolo istituzionale e invocano un possibile stato d'agitazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/civico-rischio-novanta-dipendenti-oss-ultimatum-uil-fp/">Civico, a rischio novanta dipendenti OSS: l&#8217;ultimatum di Uil-Fp</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tensioni nel sistema sanitario del <strong>Civico Di Cristina</strong>. Gli <strong>operatori socio sanitari SEUS</strong> in convenzione presso l’ospedale <strong>ARNAS</strong> Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo sarebbero al centro di una fase di<strong> tensione organizzativa</strong>. <strong>90 OSS</strong> impiegati da circa 15 anni nei reparti di urgenza ed emergenza sono <strong>a rischio</strong>. La disputa è legata alla gestione dei servizi sanitari e alla possibile rimodulazione delle convenzioni in essere.</p>



<p>A sollevare la questione sono <strong>Alessandro Fecarotta, coordinatore regionale UIL FP 118 Sicilia</strong> e <strong>Pippo Piastra, segretario UIL FP Sanità</strong>, che parlano di una situazione di “disorganizzazione politica e programmazione sanitaria insufficiente”, con possibili ricadute sui servizi essenziali, e di &#8220;scelte incoerenti e senza programmazione”</p>



<p>Secondo i rappresentanti UIL-FP, il sistema sanitario starebbe subendo decisioni non coordinate che rischiano di compromettere l’efficienza dei servizi ospedalieri e territoriali.<br>I due dirigenti sindacali contestano l’ipotesi di una <strong>chiusura improvvisa della convenzione</strong>, che coinvolgerebbe circa 90 operatori socio sanitari impiegati da circa 15 anni nei reparti di urgenza ed emergenza dell’ospedale palermitano.<br>Tra questi pronto soccorso, sale operatorie, chirurgia d’urgenza e cardiologia.</p>



<p>“Significherebbe mettere in <strong>difficoltà</strong> una <strong>struttura di rilievo</strong> in un periodo già critico, caratterizzato da carenze di personale”, sottolineano, richiamando anche le difficoltà nella gestione dei diritti contrattuali, come le ferie.<br>“Non si può pensare che la SEUS dall’oggi al domani ricollochi questo personale dopo 15 anni di attività come operatore socio sanitario nel servizio di <strong>emergenza-urgenza 118</strong> senza una adeguata riqualificazione e formazione sui nuovi protocolli”, afferma Fecarotta.<br>Secondo la UIL FP, il tema non sarebbe solo organizzativo ma anche<strong> professionale</strong>, con la necessità di percorsi chiari di aggiornamento e riconversione delle competenze.</p>



<p>Per l’ARNAS Civico, una riduzione o cessazione della convenzione comporterebbe una <strong>carenza di personale</strong> in reparti strategici, aggravando criticità già presenti.<br>Per la SEUS, invece, si porrebbe il problema della <strong>ricollocazione</strong> di un numero significativo di lavoratori che negli anni hanno svolto funzioni di operatore socio sanitario.</p>



<p>Una parte del personale, pur risultando idonea alla mansione, presenterebbe limitazioni o incompatibilità rispetto alle attività di autista soccorritore nel servizio 118, rendendo complessa un’eventuale riallocazione immediata.<br>In questo scenario, secondo i rappresentanti UIL FP, la gestione delle responsabilità ricadrebbe sulle scelte del governo regionale.</p>



<p>“Serve un tavolo tecnico immediato” dicono Fecarotta e Piastra, chiedendo l’apertura <strong>urgente</strong> di un <strong>confronto</strong> istituzionale.<br>In assenza di risposte, la UIL FP annuncia la possibile proclamazione dello <strong>stato di agitazione</strong>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/civico-rischio-novanta-dipendenti-oss-ultimatum-uil-fp/">Civico, a rischio novanta dipendenti OSS: l&#8217;ultimatum di Uil-Fp</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sondaggio di Ora!: &#8220;Più di 8 giovani su 10 sfiduciati dal futuro&#8221;, le reazioni degli altri partiti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/sondaggio-di-ora-piu-di-8-giovani-su-10-sfiduciati-dal-futuro-le-reazioni-della-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Terminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 16:11:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Regione Schifani invita a guardare ai fatti, il PD attacca: "Le parole non bastano"</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/sondaggio-di-ora-piu-di-8-giovani-su-10-sfiduciati-dal-futuro-le-reazioni-della-politica/">Sondaggio di Ora!: &#8220;Più di 8 giovani su 10 sfiduciati dal futuro&#8221;, le reazioni degli altri partiti</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Più di otto giovani siciliani su dieci</strong> non credono che la propria condizione migliorerà nei prossimi dieci anni. È uno dei dati più significativi emersi dal report di <strong>Ora!</strong>, il movimento fondato dall&#8217;economista <strong>Michele Boldrin</strong> e dall&#8217;imprenditore <strong>Alberto Forchielli</strong>, che ha analizzato aspettative, lavoro ed emigrazione tra i giovani dell&#8217;Isola.</p>



<p>L&#8217;indagine, condotta su <strong>1.150 siciliani tra i 18 e i 40 anni</strong>, restituisce il quadro di una generazione segnata dalla sfiducia. Secondo il report, il <strong>73%</strong> degli intervistati pensa «spesso» o «sempre» che le cose non cambieranno mai, mentre l&#8217;<strong>81%</strong> non si aspetta alcun miglioramento nei prossimi dieci anni.</p>



<p>Uno dei temi centrali riguarda la possibilità di lasciare la Sicilia per costruire il proprio futuro altrove. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la principale ragione indicata non è la mancanza assoluta di lavoro, ma <strong>l&#8217;assenza di prospettive di carriera</strong>, indicata dal <strong>53%</strong> degli intervistati. Seguono il mancato riconoscimento del merito (37%) e il clientelismo (33%).</p>



<p>Il report evidenzia inoltre una correlazione tra livello di istruzione e fiducia nelle opportunità offerte dall&#8217;Isola. <strong>Più aumenta il titolo di studio, minore appare la fiducia</strong> nella possibilità di costruire il proprio futuro in Sicilia. Tra i giovani con titoli di studio più elevati cresce infatti la quota di chi valuta di trasferirsi altrove o ritiene difficile poter restare.</p>



<p>L&#8217;analisi registra comunque anche una fascia di giovani più ottimisti: il <strong>55%</strong> di coloro che si dichiarano fiduciosi ritiene ancora possibile un miglioramento delle condizioni dell&#8217;Isola.</p>



<p>«Partendo dai sondaggi, Ora! Sicilia ha sviluppato <strong>cinque proposte per cambiare le condizioni strutturali del disallineamento</strong> tra domanda e offerta di lavoro qualificato», ha dichiarato <strong>Carmelo Abate</strong>, componente del direttivo nazionale del movimento.</p>



<p>I risultati dell&#8217;indagine hanno suscitato reazioni nel mondo politico siciliano, a partire dal presidente della Regione Siciliana, <strong>Renato Schifani</strong>.</p>



<p>«Il dato che emerge dall&#8217;indagine oggi sui mezzi di informazione va letto con grande attenzione: 1.150 giovani siciliani tra i 18 e i 40 anni hanno raccontato una percezione di sfiducia verso il futuro della nostra terra. <strong>È un messaggio che non possiamo ignorare</strong>», ha scritto Schifani sui social.</p>



<p>Secondo il governatore, la politica è chiamata a dare risposte concrete alle nuove generazioni. «Quando un giovane pensa che nei prossimi anni la propria vita possa migliorare altrove più che in Sicilia, <strong>la politica deve interrogarsi e soprattutto deve agire</strong>».</p>



<p>Schifani ha però respinto l&#8217;idea di una Sicilia destinata inevitabilmente a perdere i propri talenti. «La Sicilia non è una terra condannata a perdere i suoi talenti. Stiamo lavorando per cambiare questa prospettiva, con investimenti, infrastrutture, sostegno alle imprese, nuove opportunità e <strong>una maggiore capacità di attrarre chi vuole costruire qui il proprio futuro</strong>».</p>



<p>Il presidente della Regione ha inoltre sottolineato come l&#8217;esperienza fuori dall&#8217;Isola possa rappresentare un&#8217;opportunità di crescita, ma non debba trasformarsi in una resa. «Andare via, quando è una scelta di crescita e di esperienza, può essere un&#8217;opportunità. Ma <strong>non deve mai diventare un alibi per arrendersi</strong>, per pensare che nulla possa cambiare e che la rassegnazione sia l&#8217;unica risposta possibile».</p>



<p>«Ai giovani non chiediamo fiducia sulla base delle parole: chiediamo di guardare ai fatti e di giudicare il cambiamento che stiamo costruendo», ha aggiunto Schifani, concludendo che «<strong>il futuro dei nostri giovani non deve essere un futuro da cercare altrove</strong>, ma un futuro che possiamo costruire qui».</p>



<p>Alle dichiarazioni del presidente della Regione ha replicato il capogruppo del Partito Democratico all&#8217;Ars, <strong>Michele Catanzaro</strong>, che ha attribuito la sfiducia emersa dal sondaggio alle responsabilità del governo regionale.</p>



<p>«Schifani, commentando il dato, ha parlato di una Sicilia che sta cambiando, di investimenti, infrastrutture, nuove opportunità. <strong>Ma le parole, da sole, non bastano</strong>», ha affermato Catanzaro.</p>



<p>Per l&#8217;esponente dem, «se i giovani non hanno fiducia in un futuro in Sicilia, <strong>la prima responsabilità ricade su chi la Sicilia la governa</strong>: un centrodestra e un presidente della Regione che non sanno programmare e si limitano a improvvisare. Non è la narrazione che cambia la percezione dei giovani siciliani, sono i fatti».</p>



<p>Catanzaro ha quindi rivendicato l&#8217;attività legislativa del gruppo Pd all&#8217;Assemblea regionale siciliana, ricordando la presentazione di proposte per contrastare l&#8217;emigrazione giovanile e favorire la permanenza dei giovani qualificati nell&#8217;Isola.</p>



<p>«Abbiamo inoltre proposto <strong>interventi mirati, come strumenti di sostegno all&#8217;occupazione con particolare attenzione ai neo-laureati</strong>, per creare le condizioni affinché i nostri giovani abbiano la possibilità di crescere e lavorare in Sicilia. Oltre, naturalmente, alle nostre tante battaglie per il diritto allo studio».</p>



<p>Infine, l&#8217;affondo politico nei confronti dell&#8217;esecutivo regionale: «Da parte nostra sono arrivate proposte concrete. Schifani, invece, cosa ha fatto davvero per i giovani siciliani? La verità è che <strong>per questo governo, governare significa solo occupare poltrone e gestire potere</strong>».</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/sondaggio-di-ora-piu-di-8-giovani-su-10-sfiduciati-dal-futuro-le-reazioni-della-politica/">Sondaggio di Ora!: &#8220;Più di 8 giovani su 10 sfiduciati dal futuro&#8221;, le reazioni degli altri partiti</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<title>Strage Ustica, appello di sei parlamentari a Meloni: &#8220;No all&#8217;archiviazione&#8221;</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/strage-ustica-appello-di-sei-parlamentari-a-meloni-no-allarchiviazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Terminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:29:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Ustica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=58065</guid>

					<description><![CDATA[<p>Richiesta anche la collaborazione dello stato francese per accertare i fatti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In vista del 46esimo anniversario della <strong>Strage di Ustica</strong>, che sarà <strong>sabato 27 giugno</strong>, <strong>sei deputati</strong> hanno scritto una lettera alla <strong>Presidente del Consiglio Giorgia Meloni</strong>. Nella tragedia persero la vita 81 persone a bordo del <strong>DC9 Itavia</strong> partito <strong>da Bologna</strong> e diretto <strong>a Palermo</strong>.</p>



<p>Nel documento, hanno ripreso le due richieste formulate ufficialmente dall&#8217;Associazione familiari delle vittime di Ustica: <strong>opporsi all&#8217;archiviazione</strong> del procedimento e <strong>chiedere collaborazione al governo francese.</strong></p>



<p>La lettera è stata firmata da <strong>Andrea De Maria e Walter Verini (PD), Marco Pellegrini (5 Stelle), Ilaria Cucchi</strong> &#8211; <strong>sorella di Stefano</strong> &#8211; <strong>(Avs), Ivan Scalfarotto (IV) e Marco Lombardo (Azione)</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il no all&#8217;archiviazione</h2>



<p>La prima richiesta riguarda il procedimento aperto presso il Tribunale di Roma. I firmatari chiedono infatti al Governo di sostenere, attraverso l&#8217;Avvocatura dello Stato, la prosecuzione delle indagini e di opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.</p>



<p>«Aggiungiamo la nostra voce di parlamentari a quella della Presidente dell&#8217;Associazione familiari delle vittime di Ustica Daria Bonfietti, per sostenere le richieste formulate dalla stessa al Governo.</p>



<p>La prima è quella di sostenere in giudizio, presso il Tribunale di Roma e attraverso l&#8217;Avvocatura dello Stato, di non archiviare il procedimento e proseguire le indagini, proprio nell&#8217;interesse del Paese.</p>



<p>Come lei saprà, la Procura di Roma è arrivata alla conclusione di richiedere l&#8217;archiviazione, che riteniamo inaccettabile. Il motivo risiede proprio nelle motivazioni addotte dalla Procura per sostenere la richiesta e ricordate da Daria Bonfietti: non è possibile ottenere la collaborazione di Stati e Governi alleati &#8211; Francia in primis &#8211; per le rogatorie tese a individuare i responsabili della operazione aerea francese e americana che si svolse quella sera sul cielo di Ustica, con velivoli collegati alla base di Grazzanise e seguiti dalle centrali operative NATO».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ipotesi dell&#8217;operazione aerea</h2>



<p>Nel documento viene inoltre richiamata la ricostruzione secondo cui quella notte sarebbe stata condotta un&#8217;operazione militare nei cieli italiani.</p>



<p>«È inoltre documentata la presenza della <strong>portaerei francese Foch</strong> nelle acque di Napoli. Siamo di fronte a una vera e propria azione di guerra, in violazione della sovranità nazionale, che ha coinvolto il DC9 Itavia che da Bologna portava a Palermo ottantuno persone, tutte precipitate con l&#8217;aereo e morte in mare.</p>



<p>Va aggiunto, Presidente, che questa inchiesta della magistratura si avviò nel 2008, in seguito a dichiarazioni del Presidente Emerito Cossiga che individuò in un aereo francese il responsabile dell&#8217;abbattimento del DC9».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta di collaborazione alla Francia</h2>



<p>La seconda richiesta è invece rivolta direttamente alla presidente del Consiglio in vista del prossimo incontro bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron.</p>



<p>«Lei, tra qualche giorno, avrà un importante vertice <strong>bilaterale</strong> con il Presidente francese <strong>Macron</strong> e le chiediamo di farsi interprete di quanto chiesto dall&#8217;Associazione: mettere a disposizione della Magistratura italiana quanto in possesso dello Stato francese per accertare la verità sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980. Se lo meritano i familiari delle vittime, se lo merita il Paese».</p>



<p>I parlamentari ricordano inoltre il lungo percorso portato avanti dall&#8217;Associazione dei familiari delle vittime e da numerose realtà della società civile.</p>



<p>«Va detto inoltre Presidente Meloni, che questa battaglia dura da decenni, grazie a Daria Bonfietti e all&#8217;Associazione, grazie al contributo del giornalismo d&#8217;inchiesta a partire da quello di Andrea Purgatori che per primo squarciò il &#8220;muro di gomma&#8221;, grazie alle istituzioni regionali e locali, grazie a tanti soggetti, personalità e associazioni come Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Libera, Articolo 21».</p>



<p>Infine, i firmatari ricordano i tentativi compiuti negli anni dai diversi governi italiani per ottenere collaborazione internazionale sull&#8217;accertamento dei fatti.</p>



<p>«Va ricordato infine, Presidente, che dopo i primi, fondamentali passi avviati in questa direzione nel 1997 dal Presidente Prodi e dal Vicepresidente Veltroni, passi che tuttavia poterono giungere solo fino a un certo punto con l&#8217;acquisizione dei tracciati NATO, anche successivi Governi, Presidenti e Ministri si adoperarono non riuscendo però ad ottenere risultati decisivi con i rappresentanti dei Governi alleati.</p>



<p>Ora può esserci una nuova occasione, fondamentale per ottenere verità e giustizia sulla strage di Ustica».</p>
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		<title>Mondello tra rifiuti e polemiche: «Non basta dare la colpa agli incivili»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/mondello-rifiuti-polemiche-non-basta-dare-colpa-incivili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mondello]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=58009</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'appello dell'Italo Belga ai cittadini e la replica di Ismaele La Vardera</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fino a 250 sacchi di rifiuti raccolti ogni giorno sull&#8217;arenile di <strong>Mondello</strong>. È il dato diffuso dalla <strong>Mondello Immobiliare Italo Belga</strong>, che rivendica l&#8217;impegno quotidiano nella pulizia della spiaggia e richiama i bagnanti a un maggiore senso civico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;appello della Italo Belga</strong></h2>



<p>Secondo la società, gli operatori intervengono più volte al giorno su tutto il litorale, comprese le aree libere e i tratti non ancora attrezzati. Nonostante i continui interventi, però, il problema dell’abbandono dei rifiuti continua a ripresentarsi. A poche ore dalla pulizia, infatti, sulla spiaggia compaiono nuovi accumuli di immondizia che costringono il personale a effettuare ulteriori passaggi e interventi straordinari.</p>



<p>La società punta il dito contro i comportamenti incivili di alcuni frequentatori dell&#8217;arenile e chiede maggiori controlli e sanzioni per chi sporca. «Pulire è necessario, ma non può essere l&#8217;unica risposta», sottolineano dalla<strong> Italo Belga</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La replica di Ismaele La Vardera</strong></h2>



<p>Una posizione che però non convince tutti.<strong> Il deputato regionale, leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera</strong>, infatti, ricorda come la gestione della pulizia della spiaggia libera di <strong>Mondello </strong>rientri tra gli obblighi della concessionaria. «Ma non doveva essere l&#8217;Italo Belga a mantenere la pulizia? Non si diceva che il pubblico non era in grado?» scrive <strong>La Vardera</strong> in un post su <strong>Facebook</strong></p>



<p>«In premessa voglio subito dire che gli incivili che sporcano senza criterio mi fanno ribrezzo, e la colpa é anche la loro. Ma c’è un MA grande &#8211; continua <strong>La Vardera </strong>-. La pulizia della spiaggia libera, é in capo alla<strong> Italo-belga </strong>che paga, lo ricordiamo, un canone ridicolo, 100 mila euro circa, per gestire la spiaggia per tutta la stagione. Canone che se rapportato agli introiti che <strong>superano il milione di euro</strong>, impongono ad una riflessione seria».</p>



<p> «La difesa: “é colpa degli incivili” non basta. Perché se hanno ottenuto una sospensiva in forza proprio della loro “capacità di gestione” e “per evitare il caos” queste scene non possono essere tollerate. La <strong>Italo belga</strong> che ha un ricarico esorbitante <strong>HA L’OBBLIGO</strong> di assumere più personale e imporre loro controlli e pulizia continua &#8211; conclude -. Se oggi fossimo davanti alla gestione pubblica della spiaggia tutti avrebbero gridato allo scandalo invocando la frase: “ah se ci fosse stata la <strong>Italo-belga</strong>”. La <strong>Italo belga</strong> è lì, sta gestendo la spiaggia in tutto e per tutto, adesso come la mettiamo?».</p>



<p>Nel frattempo la società prosegue il potenziamento dell&#8217;organico per la stagione estiva. Sono già oltre sessanta le assunzioni effettuate o in fase di completamento e restano aperte le selezioni, soprattutto per gli assistenti al salvataggio. Continuano inoltre le prenotazioni online per i lidi <strong>Valdesi </strong>e <strong>Sirenetta</strong>.</p>
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		<title>Palermo, gli artigiani Alab contestano un sequestro della Guardia di Finanza</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-sequestrate-28-botteghe-alab-dai-finanzieri-proteste-dal-mondo-associativo-e-politico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Terminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:45:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Sequestri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=57848</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dei controlli avrebbero fatto emergere irregolarità, ma l'azienda annuncia ricorso legale, sostenuta da vari esponenti politici</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/palermo-sequestrate-28-botteghe-alab-dai-finanzieri-proteste-dal-mondo-associativo-e-politico/">Palermo, gli artigiani Alab contestano un sequestro della Guardia di Finanza</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Diciassette delle ventotto botteghe del circuito <strong>Alab</strong> nel centro storico di Palermo, compresa la sede di via Divisi, sono state sequestrate dalla <strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/tag/guardia-di-finanza/" type="post_tag" id="786">Guardia di Finanza</a></strong>. Dei controlli, infatti, avrebbero fatto emergere presunte violazioni amministrative e fiscali. L&#8217;associazione respinge le contestazioni e annuncia battaglia legale per ottenere la revoca dei provvedimenti.</p>



<p>A confermarlo è il presidente e fondatore di Alab, Pietro Muratore, che contesta l&#8217;impostazione seguita dagli accertamenti. «Sostengono che le nostre siano attività commerciali e che non abbiamo i registratori di cassa. Abbiamo detto che siamo un&#8217;associazione e che in più abbiamo i Pos per le transazioni con le carte e le ricevute per i pagamenti in contanti», afferma Muratore.</p>



<p>Il presidente dell&#8217;associazione annuncia inoltre l&#8217;intenzione di rivolgersi ai legali. «Ci rivolgeremo ai nostri legali per far togliere immediatamente i sigilli e annullare i verbali».</p>



<p>Alab riunisce circa 80 laboratori artigianali e conta circa 300 soci. Negli anni ha promosso l&#8217;apertura di numerose botteghe nel centro storico, presentandosi come una rete dedicata all&#8217;artigianato artistico e alla valorizzazione dei quartieri storici della città. Secondo quanto emerso, i controlli della Guardia di Finanza rientrano in una più ampia attività di contrasto all&#8217;abusivismo commerciale nel centro cittadino.</p>



<p>La vicenda ha già suscitato diverse reazioni. Confartigianato Imprese Palermo ha espresso «pieno sostegno all&#8217;attività della Guardia di Finanza e di tutte le forze dell&#8217;ordine impegnate nella tutela della legalità e della leale concorrenza».</p>



<p>Per il presidente dell&#8217;associazione, <strong>Giuseppe Claudio Terruso</strong>, «la tutela del vero artigianato passa inevitabilmente dal rispetto delle regole e chi ogni giorno sceglie di fare impresa affronta costi, adempimenti, investimenti e responsabilità che non possono essere aggirati».</p>



<p>Terruso ha però aperto anche alla possibilità di accompagnare le realtà artigianali verso una piena regolarizzazione: «Confartigianato è pronta ad accogliere tutti coloro che possiedono reali capacità artigiane e desiderano trasformare la propria passione in una vera impresa».</p>



<p>Di segno diverso gli interventi arrivati dal mondo associativo e politico. Il presidente di <strong>Arci</strong> Palermo, <strong>Fausto Melluso</strong>, ha definito Alab «una ricchezza straordinaria del nostro centro storico». Sempre Melluso ha rivendicato il ruolo svolto dalle botteghe nel contrastare la diffusione di attività commerciali standardizzate, chiedendo solidarietà: «Se ci sono delle questioni da <strong>correggere</strong> si trovi il modo di accompagnarli, ma in questa città una comunità di piccoli artigiani va <strong>protetta</strong>».</p>



<p>Anche la consigliera comunale del Partito Democratico <strong>Mariangela Di Gangi</strong> invita a riflettere sul valore del progetto: «Le verifiche e i controlli faranno il loro corso. Ma questa vicenda impone che si ricordi cosa hanno rappresentato in questi anni le botteghe dell&#8217;esperienza Alab». Secondo la consigliera, le attività coinvolte hanno contribuito a riaprire locali chiusi, riportando vita e opportunità economiche in diverse aree del centro storico: «In questi anni decine di persone, creativi e creative, hanno trovato in questa esperienza una rete, un sostegno e un’opportunità di cui evidentemente molti hanno sentito il bisogno. E questo dovrebbe interrogare anche le istituzioni. Palermo dispone davvero di strumenti adeguati per accompagnare chi vuole avviare una piccola attività artigianale, artistica o creativa? Esiste una politica capace di sostenere queste realtà nella fase più delicata della loro crescita?»</p>



<p>La vicenda è adesso destinata a spostarsi sul piano amministrativo e legale, mentre l&#8217;associazione prepara il ricorso contro i sequestri e le contestazioni elevate dai finanzieri.</p>



<p></p>
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