lunedì, 20 Luglio 2026
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Gli accertamenti successivi hanno inoltre permesso di ricostruire un secondo tentativo di truffa

Si fingono Carabinieri per estorcere soldi e gioielli: due denunce nel Palermitano

I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo continuano a intensificare i controlli contro i reati predatori, con particolare attenzione alle truffe che prendono di mira gli anziani e le persone più fragili.

A Mezzojuso i militari della locale Stazione hanno denunciato due uomini di 53 e 25 anni, entrambi residenti a Catania e già conosciuti dalle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di un tentativo di truffa aggravata in concorso.

L’episodio si è verificato nell’abitazione di una coppia di anziani, dove era presente anche la nipote di 28 anni. La giovane ha notato subito qualcosa di insolito quando ha sentito la nonna aprire la porta a uno sconosciuto che si è presentato come un Carabiniere in servizio a Mezzojuso.

Insospettita, la ragazza ha bloccato immediatamente l’uomo, che nel frattempo aveva già oltrepassato l’ingresso e stava salendo le scale verso le camere da letto.

Il finto rapimento

Per convincere le vittime, il falso militare ha raccontato una storia drammatica. La figlia dell’anziana sarebbe stata sequestrata in Germania e i rapitori avrebbero chiesto denaro e gioielli come riscatto per ottenere la sua liberazione.

La nipote non si è lasciata ingannare. Ha mantenuto la calma e ha telefonato ai veri Carabinieri per verificare quanto stava accadendo. Accortosi della chiamata, il truffatore ha rinunciato al piano ed è scappato, raggiungendo un’auto parcheggiata poco distante dove lo attendeva un complice.

Le pattuglie della Stazione di Mezzojuso hanno avviato subito le ricerche e, nel giro di poco tempo, hanno intercettato e fermato l’auto con a bordo i due sospettati.

Secondo tentativo di truffa

Gli accertamenti successivi hanno inoltre permesso di ricostruire un secondo tentativo di truffa. I due uomini, infatti, avrebbero contattato telefonicamente un’altra anziana del paese con modalità simili. Anche in questo caso il raggiro non è andato a segno grazie all’intervento della figlia della donna, che ha intuito il pericolo e ha interrotto la conversazione prima che la situazione degenerasse.

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