La sua fuga si è spenta dopo appena cinquecento metri, in un appartamento di via del Bassotto a Palermo, dove sperava probabilmente che il silenzio di un amico potesse fargli da scudo. Giovanni Bruno Madonia, ventitré anni, è stato bloccato dai poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale e della Squadra mobile con l’accusa più pesante: omicidio aggravato. Sarebbe stato lui, nelle ore scorse, a spezzare a Bonagia la vita di Vito Petrigno, 69 anni compiuti ad aprile, ex rappresentante di calzature.
L’indagato si trova adesso di fronte al pubblico ministero di turno per un interrogatorio che si preannuncia lungo. Gli investigatori cercano di rimettere insieme i pezzi di un puzzle ancora tragicamente frammentato. Il teatro del delitto sarebbe a quanto pare la zona di accesso alle cantine e ai box dello stabile di via Papa Giovanni XXIII. È lì che Petrigno sarebbe stato sorpreso e colpito ripetutamente alla schiena.
A dare l’allarme è stata la moglie del pensionato, sprofondata in uno stato di shock dopo aver scoperto il corpo del marito quando ormai per i sanitari del 118 non c’era più nulla da fare.
Madonia pare vivesse nello stesso stabile della vittima, ma all’interno di un immobile occupato abusivamente. Una convivenza forzata che potrebbe aver alimentato vecchi rancori. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle motivazioni del gesto e non escludono alcuna pista. Al momento, l’ipotesi di una banale quanto feroce lite condominiale degenerata nel sangue si contrappone a quella di un tentativo di rapina finito nel peggiore dei modi.
Non è stato ancora ritrovato il coltello utilizzato per l’aggressione, di cui il giovane si sarebbe disfatto durante la breve corsa verso il suo rifugio temporaneo. Le ricerche nella zona circostante proseguono senza sosta.



