lunedì, 20 Aprile 2026
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Tra i fermati figura Nino Sacco che dopo la scarcerazione avrebbe ripreso il controllo del mandamento e un dipendente dell'Agenzia delle entrate

Blitz antimafia a Palermo: 32 fermi tra Brancaccio e Sperone

Carabinieri e Polizia hanno condotto un’operazione antimafia a Palermo, fermando 32 persone. Gli inquirenti contestano, a vario titolo, estorsione, traffico di droga e associazione mafiosa.

Tra i fermati figura Nino Sacco che dopo la scarcerazione avvenuta a maggio 2024, avrebbe ripreso il controllo del mandamento. Gli investigatori attribuiscono agli indagati diversi reati, tra cui associazione mafiosa, estorsione aggravata, violazioni in materia di armi, trasferimento fraudolento di valori e traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltre ad altri delitti aggravati dal metodo mafioso.

Le forze dell’ordine hanno operato nei quartieri Brancaccio e Sperone. I Carabinieri del Reparto operativo, insieme agli agenti della squadra mobile e dello Sco, sotto il coordinamento della Procura guidata da Maurizio de Lucia, hanno eseguito i fermi e sviluppato l’indagine.

Durante la notte gli investigatori hanno effettuato numerose perquisizioni, con il supporto dei Vigili del Fuoco, che hanno aperto magazzini e box. I controlli hanno riguardato anche un’impresa funebre della zona. Alcuni imprenditori vittime di estorsione hanno collaborato con gli inquirenti, permettendo di ricostruire diverse richieste di pizzo. Il gruppo criminale, inoltre, puntava ad acquisire immobili provenienti da fallimenti facendo saltare le aste.

Le indagini

Nel sistema costruito dal mandamento di Brancaccio emerge anche il ruolo di un dipendente dell’Agenzia delle Entrate. Secondo gli investigatori, l’uomo sfruttava competenze e accesso agli archivi per favorire il clan. Alterava documenti immobiliari e fiscali e li rendeva formalmente regolari, contribuendo così a dare copertura ad attività illecite. Questo meccanismo risultava decisivo, per esempio, nell’appropriazione di case di defunti senza eredi o nella creazione di identità economiche per i prestanome.

In cambio, il funzionario riceveva compensi provenienti dal circuito economico dell’organizzazione, che riusciva così ad aggirare controlli e procedure.

Blitz Carabinieri e Polizia

A seguito di tali indagini, è stato disposto il sequestro preventivo di 13 tra aziende, immobili e conti correnti, nell’ambito di procedimenti per riciclaggio e intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa.

L’attività investigativa ha portato a risultati concreti. Sono stati effettuati sei arresti in flagranza di reato, eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere. Inoltre sono stati sequestrati cinque pistole, un fucile a pompa, una carabina, due mazze chiodate, 3 kg di hashish e circa 13.000 euro in contanti.

Blitz Carabinieri e Polizia

La dichiarazione del Sindaco

«Esprimo il mio più sincero apprezzamento e compiacimento per la vasta operazione antimafia condotta all’alba nei quartieri di Sperone e Brancaccio, che ha portato al fermo di numerosi soggetti accusati di gravi reati legati alla criminalità organizzata – ha dichiarato il sindaco Lagalla.

Questa operazione rappresenta un segnale forte e concreto della presenza dello Stato sul territorio e della determinazione con cui si continua a contrastare ogni forma di illegalità e sopraffazione mafiosa. Il lavoro sinergico e instancabile delle forze dell’ordine ha consentito di colpire un’organizzazione radicata e pericolosa, restituendo fiducia e sicurezza ai cittadini onesti.

Rivolgo un sentito ringraziamento alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia, per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati nel corso delle indagini e nella fase esecutiva dell’operazione.

Desidero esprimere un plauso particolare agli investigatori che, anche grazie alla collaborazione di imprenditori che hanno scelto di denunciare, sono riusciti a ricostruire un sistema criminale basato su estorsioni, traffico di droga e controllo del territorio. È anche grazie a questi atti di coraggio civile che Palermo può continuare il suo percorso di riscatto» – conclude il sindaco.

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