Scontro politico acceso a Ballarò durante la cerimonia del passaggio di consegne del mercato coperto di Ballarò dallo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) al comune di Palermo. Una rissa verbale piuttosto concitata, così come testimoniato dal video che abbiamo postato sulla nostra pagina Facebook. All’origine della lite ci sarebbero le accuse di celebrare un passaggio burocratico avvenuto con grande ritardo, con forti ripercussioni sull’area, e che non rappresenta ancora il completamento definitivo dell’opera.
Lo scontro
Da un lato Alessandro Aricò, presente in quanto assessore regionale, dall’altro Massimo Castiglia, consigliere della Prima Circoscrizione. Tutto è iniziato quando Castiglia ha commentato: «Non c’è niente da ridere, da festeggiare. Quest’area è rimasta abbandonata per quattro anni, e siamo ancora fermi alla consegna». Aricò si è difeso negando la responsabilità della Regione nella vicenda, in quanto distinta dal Comune, ma poi i toni si sono alzati, creando momenti di tensione tra i presenti.
La posizione di Aricò
L’assessore regionale, in forza a Fratelli d’Italia, aveva commentato con enfasi il passaggio di consegne con un video sul suo profilo Facebook: «Nel cuore del mercato di Ballarò, oggi scriviamo una bella pagina all’interno di un mercato ultramillenario. Oggi lo IACP di Palermo consegna al Comune di Palermo una nuova struttura che ospiterà ben 31 concessionari e lo IACP di Palermo, in questi anni, si è occupato non solo della realizzazione, ma anche dell’accatastamento».
Le accuse della Prima Circoscrizione
Di tutt’altro avviso, Massimo Castiglia e Fabrizio Brancato, consiglieri d’opposizione della Prima Circoscrizione: «Oggi abbiamo assistito all’ennesima passerella politica di Assessori regionali e comunali per la formale consegna del mercato coperto di Ballarò dallo IACP al Comune di Palermo. Peccato che l’amministrazione Lagalla rivendichi come un ‘ottimo risultato’ un percorso che in realtà ha tenuto totalmente bloccato per quattro anni, voltando le spalle al quartiere» – dichiarano in una nota i consiglieri.
«Questo progetto non appartiene a chi oggi taglia i nastri – spiegano Brancato e Castiglia – ma è il frutto di un lungo, straordinario percorso di progettazione partecipata dal basso. Un percorso che per anni ha visto collaborare attivamente i mercatari storici di Ballarò, l’Università di Palermo (Facoltà di Architettura) e le associazioni del territorio, arrivando persino alla stesura condivisa del Regolamento del Mercato, allora regolarmente vigente».
La Giunta Lagalla però, poi, secondo i consiglieri, avrebbe «eliminato i fondi stanziati (otre 400 mila euro) per lo start-up e l’attivazione delle 41 partite IVA dei commercianti storici che avrebbero dovuto far rivivere il mercato». Polemiche anche sul tentativo di trasformare l’area in un mercato all’ingrosso – tentativo bloccato poi da un emendamento dell’opposizione – e sui ritardi burocratici. Brancato e Castiglia denunciano, infine, l’abbandono del capannone, trasformato «in un luogo di profondo degrado, spaccio di crack e prostituzione».
Adesso, per vedere il mercato coperto attivo si attende un altro passaggio: il bando per assegnare gli stalli.

