Un viavai costante, discreto ma impossibile da non notare per chi vive nella zona, ha finito per tradire un’organizzazione ben strutturata che operava da anni a Bagheria. Le forze dell’ordine hanno messo i sigilli a due abitazioni apparentemente insospettabili, rivelatesi il fulcro di un fiorente giro di prostituzione capace di registrare numeri impressionanti, con picchi di oltre quattrocento clienti nell’arco di appena trenta giorni.
L’operazione, condotta dalla Polizia di Stato sotto la regia della Procura della Repubblica di Termini Imerese, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di otto persone. Gli investigatori hanno ricostruito un quadro chiaro e dettagliato dell’attività illecita, arrivando a documentare complessivamente più di novecento accessi.
Il meccanismo era semplice quanto efficace. Gli avventori venivano catturati da annunci pubblicati su portali web dedicati agli incontri a pagamento. Una volta individuato l’inserzione di interesse, il contatto avveniva via telefono per concordare ogni dettaglio della prestazione prima di raggiungere gli appartamenti.
La confermata abitualità del servizio è emersa anche attraverso le testimonianze dei numerosi clienti ascoltati dagli inquirenti, i quali hanno ammesso di frequentare le due strutture da diverso tempo. Per interrompere l’afflusso di persone e impedire il protrarsi del reato, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il sequestro preventivo dei due immobili.
Nel corso delle perquisizioni la Sezione di Polizia Giudiziaria ha recuperato e posto sotto sequestro diversi dispositivi informatici ed elettronici. Gli accertamenti tecnici su questi strumenti saranno decisivi per delineare con esattezza le singole responsabilità, chiarire i ruoli nella gestione della rete e nell’eventuale favoreggiamento, e mappare integralmente la fitta trama di contatti che ruotava attorno ai due immobili.



