giovedì, 5 Novembre 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Chiesto il processo per un cinquantaseienne accusato di stalking e revenge porn. Minacciava la ex con foto intime rubate

Foto sotto la doccia e ricatti alla ex: palermitano a giudizio per stalking e revenge porn

Ha trasformato la fine di una relazione in un incubo lungo due anni, fatto di persecuzioni, screenshot rubati e minacce di diffusione di immagini intime. La Procura di Rimini ha chiesto il rinvio a giudizio per un 56enne originario di Palermo, accusato dei reati di stalking e revenge porn. La vicenda ha preso avvio nel 2024, quando la donna ha deciso di interrompere il legame affettivo e di trasferirsi in Emilia-Romagna per sfuggire all’uomo. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi hanno però documentato una condotta persecutoria continua, proseguita anche a distanza nonostante il trasferimento della vittima.

Le foto rubate e il ricatto ai familiari della vittima

All’inizio della scorsa primavera l’indagato ha effettuato di nascosto alcuni screenshot dal cellulare della ex compagna, ritraendola mentre faceva la doccia o in atteggiamenti intimi. L’uomo ha poi utilizzato quel materiale per minacciare di inviare le fotografie sessualmente esplicite alla figlia e alla sorella della donna. Il suo obiettivo era costringere la vittima a riallacciare il rapporto affettivo interrotto. Di fronte all’escalation delle intimidazioni, la donna si è rivolta alle forze dell’ordine denunciando dettagliatamente le vessazioni e i ricatti digitali subiti.

Richiesta di processo per il 56enne palermitano

Il quadro probatorio raccolto dagli inquirenti ha portato il pubblico ministero a formalizzare la richiesta di processo per il cinquantaseienne palermitano. Il procedimento penale davanti alla magistratura vedrà il suo passaggio cruciale nei primi mesi del prossimo anno. L’udienza preliminare si terrà infatti il prossimo 9 febbraio davanti alla giudice Raffaella Ceccarelli, chiamata a decidere sul rinvio a giudizio dell’imputato.

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