giovedì, 5 Novembre 2026
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Un 51enne della finanza fugge dalla barca a Saint-Tropez e denuncia l'ex consorte per maltrattamenti e lesioni gravissime

Manager seviziato dalla moglie: unghie strappate e mangiare nella ciotola del cane

La fuga disperata in un albergo di Saint-Tropez ha messo fine a un calvario durato 20 mesi. Nel mese di ottobre del 2024 un imprenditore milanese della finanza di 51 anni si è presentato al pronto soccorso di Legnano con il corpo devastato da bruciature di sigaretta, labbra tumefatte e unghie strappate. I medici hanno riscontrato un grave deperimento organico e precarie condizioni igieniche, raccogliendo la confessione della vittima scappata dalla barca di famiglia, dove la consorte lo teneva recluso senza contanti, telefono e documenti. La donna lo costringeva a subire violenze fisiche continue, a mangiare nella ciotola del cane e a dormire con abiti insanguinati, dopo avergli sottratto anche 200.000 euro dal conto corrente.

Le indagini e le accuse della Procura

Dalla denuncia dell’uomo è scattata un’inchiesta guidata dalla pm Barbara Benzi, che ha richiesto il rinvio a giudizio per l’ormai ex moglie del manager. L’imputata deve rispondere dei reati di maltrattamenti, lesioni personali aggravate da sevizie e crudeltà e circonvenzione di incapace. Gli avvocati del 51enne spingono per contestare anche il reato di tortura e chiedono un risarcimento superiore a 1.000.000 di euro per i danni subiti. Gli inquirenti hanno acquisito 30.000 video dalle telecamere dell’imbarcazione che documentano i soprusi patiti dall’uomo durante il periodo di segregazione. Il gup Fabrizio Filice dovrà decidere a breve se mandare la donna a processo per i fatti contestati.

La rete di manipolazioni e le false accuse

La vicenda ha avuto origine a febbraio del 2023 con una violenta lite nell’abitazione della coppia in corso Vercelli a Milano. La moglie lo accusava di frequentare prostitute, di avere un’ossessione patologica per i siti porno e di averla infettata con l’epatite B. Accusa, quest’ultima, rivelatasi infondata. Negli ultimi mesi di convivenza l’imputata ha isolato completamente l’imprenditore, minacciando ritorsioni contro la madre anziana e colpendolo ripetutamente con calci e guinzagli. Un tentativo di controdenuncia presentato dalla donna è stato recentemente archiviato dal gip di Milano e definito una manovra tardiva per deviare le indagini. L’uomo è attualmente tornato a vivere con i genitori ma rimane profondamente segnato dall’incubo vissuto.

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