mercoledì, 4 Novembre 2026
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Hacker filorussi colpiscono i frigo dei supermercati italiani. Federdistribuzione: danni contenuti e nessuna minaccia alle reti principali

Due gruppi di hacker filorussi hanno rivendicato gli attacchi ai supermercati

Una grave minaccia informatica ha attraversato i confini europei arrivando a colpire anche la rete commerciale italiana. I gruppi di hacker filorussi Noname057(16) e Z-Pentest hanno rivendicato l’offensiva tramite un video sui social network. La notizia è stata diffusa dal Tg1. Le incursioni digitali hanno preso di mira i sistemi di refrigerazione commerciale di diversi Paesi. L’azione mira a creare disagi e a destabilizzare la catena distributiva. Gli hacker hanno sfruttato la crescente interconnessione tecnologica tra logistica e gestione del freddo. Non si registrano richieste di riscatto o finalità di estorsione economica.

La dimensione dell’offensiva in Italia

Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, è intervenuto in un’intervista a la Repubblica per chiarire la situazione del nostro Paese. Il presidente ha fortemente ridimensionato l’impatto complessivo della recente offensiva informatica. L’attacco ha coinvolto solo una decina di punti vendita situati principalmente tra Veneto e Sicilia. Le strutture colpite sono esercizi gestiti da imprenditori affiliati. Non si tratta di filiali dirette appartenenti alle grandi catene della distribuzione. L’intrusione è stata facilitata dal mancato aggiornamento tempestivo dei protocolli di sicurezza periferici.

Analisi dei danni e sicurezza dei sistemi

Il singolo esercente coinvolto ha subito un danno economico sensibile per la perdita dei prodotti. Tuttavia l’impatto complessivo a livello aggregato si limita a poche decine di migliaia di euro. Buttarelli ha rassicurato sulla tenuta complessiva dell’intera infrastruttura nazionale. I software adottati in Italia risultano meno permeabili rispetto a quelli usati in altri contesti come la Francia. Le reti principali delle catene distributive non hanno subito alcuna violazione strutturale. La sicurezza informatica periferica rimane comunque l’elemento centrale su cui intervenire subito.

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