La Procura di Pavia ha chiesto ufficialmente il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, ritenuto dai magistrati l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto la mattina del 13 agosto 2007 a seguito di un approccio sessuale rifiutato. La palla passa ora al giudice per l’udienza preliminare, ma l’avvio del procedimento rischia di impattare immediatamente contro un muro di carattere normativo. Per l’assassinio della giovane bocconiana esiste infatti già una condanna definitiva a carico di Alberto Stasi, attualmente in attesa che la Corte d’Appello di Brescia si esprima sulla richiesta di revisione che la sua difesa depositerà nei prossimi giorni. La compresenza di un condannato irrevocabile e di un nuovo indagato per il medesimo fatto storico rischia di generare una palese contraddizione dentro il sistema della giustizia penale.
La mossa difensiva e il nodo costituzionale
Proprio per evitare quello che gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno definito un mostro giuridico, la difesa di Sempio intende sollevare una questione di legittimità costituzionale subito dopo la fissazione dell’udienza. I legali dell’indagato chiederanno formale sospensione del procedimento, invitando il giudice a investire la Consulta sulla compatibilità tra le norme attuali e il divieto di procedere per lo stesso reato. L’avvocato Cataliotti lo ha confermato a ‘Dentro la notizia’, il programma di Canale 5 condotto da Gianluigi Nuzi: “Chiederemo di investire la Consulta sulla questione e poi sarà il giudice a decidere se riterrà la questione non manifestamente infondata”, ha spiegato. Spetterà quindi al giudice valutare se l’eccezione sia non manifestamente infondata e decidere di conseguenza se bloccare l’iter processuale in attesa del giudizio costituzionale. Come ha illustrato l’avvocato penalista Daniele Bocciolini, questo passaggio procedurale rappresenterà lo sbarramento preliminare fondamentale prima di qualunque valutazione sul merito dell’imputazione.
Le opzioni procedurali per la fase successiva
Qualora l’udienza preliminare dovesse proseguire senza interruzioni, la difesa di Andrea Sempio si troverà di fronte a una scelta decisiva sulla tipologia di rito da adottare. Sebbene le recenti riforme abbiano escluso il rito abbreviato per i reati che prevedono la pena dell’ergastolo, nel caso specifico si applica la legge vigente al momento del fatto, risalente al 2007. L’imputato conserva quindi la facoltà di richiedere il giudizio abbreviato davanti al medesimo giudice, ottenendo le udienze a porte chiuse e lo sconto di 1 terzo sulla pena finale. In alternativa, i legali potranno scegliere il percorso del rito ordinario, mirando al proscioglimento immediato nell’udienza preliminare oppure affrontando il dibattimento completo dinanzi ai giudici della Corte d’Assise.


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