martedì, 3 Novembre 2026
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Il consigliere Randazzo chiede una proroga

Scuole superiori a Palermo, scade il servizio Internet gratuito: rischio stangata da 4 mila euro

Oltre cento sedi degli istituti superiori della provincia di Palermo rischiano di dover affrontare una nuova spesa per continuare a utilizzare Internet. Il conto potrebbe oscillare tra i 3 e i 4 mila euro all’anno per ciascuna scuola, una cifra significativa per garantire un servizio ormai essenziale nella gestione delle attività didattiche e amministrative.

A lanciare l’allarme è il consigliere metropolitano del Movimento 5 Stelle Antonino Randazzo, che ha scritto al sindaco Roberto Lagalla chiedendo un intervento urgente. Al centro della questione c’è il progetto «Piano scuola connessa», grazie al quale numerosi istituti hanno potuto usufruire gratuitamente di una connessione ultraveloce. Le convenzioni, però, prevedevano una durata di cinque anni e le prime stanno per raggiungere la scadenza. Al momento non risulta previsto alcun rinnovo automatico.

La fine del servizio gratuito potrebbe quindi trasferire i costi sulle singole scuole oppure sulla Città metropolitana. Nel territorio provinciale risultano 102 sedi di istituti superiori interessate dal piano. Le attivazioni non sono avvenute tutte nello stesso momento. Per questo motivo, le scadenze si distribuiscono tra il 2026 e gli anni successivi e richiedono una verifica puntuale.

La questione riguarda molto più di una semplice spesa aggiuntiva. La connessione Internet rappresenta ormai uno strumento quotidiano per studenti, docenti e personale scolastico. Un’eventuale interruzione potrebbe compromettere l’utilizzo del registro elettronico, delle piattaforme per la didattica e dei servizi digitali delle segreterie. Per mantenere attivo il collegamento, ogni istituto potrebbe dover sostenere una spesa annuale compresa tra 3 e 4 mila euro, secondo le stime delle organizzazioni scolastiche.

Il progetto è partito nel 2021, quando Infratel ha avviato il Piano su incarico del Comitato banda ultra larga della Presidenza del Consiglio. L’iniziativa ha portato connessioni fino a un gigabit al secondo in circa 35 mila edifici scolastici, includendo anche cinque anni di assistenza e manutenzione.

La prima fase ha coinvolto le scuole secondarie di primo e secondo grado. Successivamente, il Governo ha affiancato un altro programma, finanziato con fondi Pnrr e caratterizzato da scadenze differenti.

Nella comunicazione indirizzata a Lagalla, Randazzo chiede di individuare le sedi ancora coperte dal servizio, quelle che hanno già raggiunto la scadenza e gli istituti che potrebbero presto dover affrontare nuovi oneri economici. L’obiettivo è anticipare eventuali interruzioni e informare tempestivamente i dirigenti scolastici.

Non si tratta, peraltro, di una preoccupazione nuova. Già a maggio l’Anquap aveva sollecitato una proroga urgente, mettendo in guardia dal rischio di un «blackout tecnologico e amministrativo». A luglio anche la Conferenza delle Regioni aveva chiesto risorse pluriennali per assicurare continuità al servizio.

Adesso il consigliere pentastellato invita la Città metropolitana ad aprire un confronto con il Governo, i ministeri competenti e la società coinvolta nella gestione del progetto. Tra le possibili soluzioni figurano una proroga delle convenzioni e lo stanziamento di fondi strutturali, così da evitare che il peso economico ricada sugli enti locali e sulle scuole.

La proposta comprende anche l’istituzione di un tavolo di confronto con gli istituti e gli operatori del settore. L’obiettivo è trovare un’intesa prima che le connessioni gratuite giungano al termine, evitando disservizi per studenti e insegnanti e nuove spese per le scuole, che dovrebbero altrimenti sostenere i costi necessari a ripristinare un servizio ormai indispensabile.

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