Un maxi attacco informatico ha colpito il colosso delle criptovalute Binance, consentendo ad hacker professionisti di sottrarre oltre 6 miliardi di dollari in soli venti minuti. L’operazione criminale ha coinvolto 17 hot wallet su nove blockchain distinte, concentrando i trasferimenti illeciti soprattutto tra le 20.04 e le 20.24.
La tecnica e le falle nello schema
I pirati informatici non hanno rubato le chiavi private dei portafogli digitali, ma hanno compromesso direttamente l’infrastruttura di autorizzazione dei prelievi di Binance. Sfruttando funzionalità avanzate come lo standard EIP-7702 su Ethereum, introdotto nel 2025, gli aggressori hanno generato circa 50 autorizzazioni firmate per ingannare i sistemi di sicurezza.
Il blitz e la dispersione dei fondi
Il primo gruppo di operazioni ha riguardato 233 milioni di XRP, seguito dal trasferimento di 167.464 Ethereum e 1,6 miliardi di dollari in Usdt in pochi secondi. Gli hacker hanno poi convertito parte delle criptovalute in Ether e Tron, sfruttando stablecoin su Aave per ostacolare il recupero dei fondi.
La pista della Corea del Nord
Sulla base di «solide informazioni raccolte sia on-chain sia off-chain», Trm Labs ha attribuito “il più grande furto di criptovalute di sempre” alla Corea del Nord, più precisamente e “con un elevato grado di certezza”»”, a TraderTraitor, un’unità d’élite di hacker al soldo del regime di Pyongyang. Dmitry Muratov, ex direttore del quotidiano russo “Novaya Gazeta”, visita la sede della testata dopo che il giornale ha annunciato l’intenzione di chiudere, adducendo come motivo quella che ha definito una campagna incessante da parte delle autorità, a Mosca, in Russia, il 30 ottobre 2026.


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