Pisa – Palermo ha creato diversi problemi in chi l’ha vista. C’è chi ha posato lo spritz temendo fosse l’effetto dell’alcool; c’è chi ha chiamato il broadcaster per sapere se quella in onda fosse Italia – Germania del 1970; c’è chi ha direttamente spento la TV a fine primo tempo sconsolato e riaccendendola dopo un quarto d’ora del secondo tempo ha rischiato problemi importanti alle coronarie… insomma ce n’è per tutti i luoghi e per tutti i laghi, come avrebbe detto anche una star internazionale del calibro di Valerio Scanu.
Inzaghi sfodera la mossa segreta: il turnover fantasy power, facendo giocare insieme gente che a malapena si conosce per nome. Com’è, come non è, nel primo tempo, Pittarello di Luna la insacca non una ma ben due volte, con i rosanero ancora decisi se giocare male o malissimo. L’arbitro Chiffi ha pietà del popolo palermitano e manda tutti negli spogliatoi.
L’allenatore rosanero capisce la viliàta e nel secondo tempo mette subito dentro Hernani e Vavassori, cioè quella cosa chiamata “qualità”. Qualcosa che a calcio – non ci crederete – ma pare funzionare alla grande. Coincidenza della vita: in un quarto d’ora il Palermo sforna tre gol più buoni di tre pizziàti cavuri cavuri di quelli che il cozzo salta già mentre ti stanno porgendo l’incarto. Johnsen, Peda e Vavassori. Sì, Vavassori quello che doveva riposare. Perchè un classe 2005 dopo otto partite (non giocate tutte da titolare) deve riposare… Forse troppa grazia, Sant’Antonio. Anche il Pisa decide di mettere dentro uno con qualità decisamente superiori all’intera categoria (Rao) e raddrizza il match. Finisce così, tre a tre. E vissero tutti felici e contenti. Ma terrorizzati dal turnover.
LE PAGELLE
Perin 5. Svolge ordinaria amministrazione, ma sul secondo gol del Pisa la palla spiove nell’area piccola e quando eravamo piccoli ci hanno insegnato che in quella zona il portiere non solo è unico e solo proprietario ma deve fare la classica uscita per tutte le ruote. Il buon Mattia, invece, resta lì, triste e solitario sulla linea di porta. Inchiodato.
Pierozzi 5,5. Pensa più a non prenderle che a darle. Si fa molto male alla spalla e questo è brutto, brutto, brutto. Ma il “Fiesole Express” è solo un antico ricordo
Dal 62° Cassandro 5,5. Si piazza a destra con autorità, ma è totalmente fuori posizione quando Rao decide di seminare il panico per fornire l’assist del 3 a 3.
Peda 6,5. Se la smazza con discreta disinvoltura e segna un gol di esterno destro da incorniciare.
Bani 5,5. Condizioni fisiche da CTO ed inserito in una linea a quattro che lo penalizza si struppìa dopo mezz’ora.
Dal 32° Magnani 6,5. Accetta il duello fisico prima con Pittarello e poi con Petagna, vincendolo in entrambi i casi.
Augello 6. Tiene in gioco il Pisa sul primo gol (ma qui si parla di millesimi di secondo) e si dimentica di Pittarello sulla seconda rete. Si riscatta parzialmente con una verticalizzazione per Johnsen che riapre il match. Ma fra tutti quelli che avrebbero dovuto (o potuto ) rifiatare, il buon Tommy – forse – meritava un bel plaid caldo caldo da tenere in panchina. Anche perché il suo allenatore non fa altro che atturrarci di quanto forte sia Bozzolan. E allora…
Mazzitelli 6. Primo tempo horror come tutta la squadra, trova le giuste distanze nella ripresa. Finisce la gara in condizioni da camera iperbarica.
Estevez 5,5. Gioca schiacciatissimo e di iniziative decenti si prega di ritentare per essere più fortunati.
Ranocchia 5. Spento, scarico, spompato, costantemente sovrastato. Va in doccia alle 19.50 circa, giusto in tempo per finire di vedere l’Eredità.
Dal 46° Hernani 7. Tiene palla, sventaglia, smista, crossa, dribbla. “Fuccibol bailado” entra e dispensa giocate come fossero certificati medici dell’ASP.
Gyasi 5. La partita del riscatto. Nel senso che il vero Gyasi l’hanno rapito da tempo e adesso chiedono il riscatto. Pagate, per favore, pagate!
Dal 46° Vavassori 7,5. Quarantacinque minuti di riposo gli sono bastati per sfoderare un secondo tempo giocato a mille all’ora. Sempre pronto al contropiede, all’assist e – udite, udite! – al gol! Privarsene è un atto di masochismo estremo.
Johnsen 7. Partita di lotta e di governo per “Circotogni”. Riapre la partita con un gol di pregevole fattura e corre come un dannato per 90 minuti più recupero. Pochi ghirigori da artista, tante cazzuolate da operaio specializzato.
Pohjanpalo 5,5. Anche stavolta gli tocca fare il mediano incontrista. Non vede più uno straccio di pallone decente neanche alla Playstation. Come si dice abbuttato in finlandese?
Dal 81° Ceccaroni s.v.
Inzaghi 5. Un turnover incomprensibile nel quale tiene in campo i più affaticati e lascia fuori i più in palla. O c’è stato un errore nella compilazione della distinta o non si spiega. Quando mette dentro l’artiglieria pesante riequilibra la gara. E grazie al ca…mbio. Questa squadra ha tutto per poter raggiungere il famigerato obiettivo, basta gestirla con semplicità senza necessariamente inventare formule da scienziati rivoluzionari.


Il Quotidiano di Palermo
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