Che lo sappiano gli alti vertici del pallone: venti giorni senza campionato è una pena che non si commina neanche a Guantanamo ai delinquenti più efferati. Noi ci abbiamo provato ad occupare il tempo con “Ballando con le stelle”, con “Il Grande Fratello VIP” e con le vecchie puntate de “Il castello delle cerimonie”, ma sacramentare per una traversa della propria squadra – lasciatecelo dire – è sicuramente molto più appagante della paletta di Guillermo Mariotto.
È un Palermo versione ricchi premi e cotillon quello visto al Castellani di Empoli. Opulento nella produzione offensiva, lussuoso nel numero di realizzazioni, sfarzoso nella qualità del gioco e delle sue giocate. Come possa essere aver chiuso il primo tempo sullo 0 a 0 ed essere andato in svantaggio nel secondo tempo rientra fra quei misteri irrisolvibili come il “Quesito della Susy” della Settimana Enigmistica. A tentare la via della rete fra i rosanero ci provano tutti. Da Fortin a Pasquale il magazziniere, da Bani al Dottor Matracia; persino – ma qui entriamo nel campo dei “si dice” – anche Gabriele Messina, Totò De Vitis e Sasà Buoncammino.
Va avanti l’Empoli con un rigore di Saporiti, ma è come aver infilato una confezione di Mentos dentro una bottiglia di CocaCola: il Palermo esplode in tutta la sua magnificenza e va in gol per tre volte con Pohjanpalo, Palumbo e Johnsen. Il sig.Marinelli decide che la partita deve avere più scosse di quando all’ “Eredità” c’era Amadeus e decide di decretare un rigore che Fortin, però, respinge. Il VAR, però, lo richiama e fa ribattere: gol di Popov. I rosanero non ci stanno e mettono in ghiaccio il match con un gol nientepopodimenoche di Cassandro. Finisce così, col Palermo che guarderà tutti dall’alto in basso per un’altra settimana.
LE PAGELLE
Fortin 6,5. Sollecitato pochissimo, para anche un rigore che, ingiustamente, gli viene cancellato. Più che un secondo è un secondino che carcera tutti gli attaccanti avversari. Fortino.
Cassandro 7. Nel primo tempo si sgancia poco, tanto là davanti sono già centoventi quanto la Briscola. Nel secondo, invece, si scrolla di dosso la zavorra, scioglie le trecce ai cavalli e va addirittura in gol dopo quarantacinque minuti da pendolino.
Bani 6,5. Partita difensivamente da infradito e cocco con la cannuccia. Si permette il lusso di mettere l’assist del pari rosanero da esterno di destra. Fantascienza.
Ceccaroni 6. Anche per lui partita in totale controllo. Mezzo punto in meno per la grazia da Roberto Bolle preso su Temu con la quale regala un rigore all’Empoli.
Augello 6. Solo nel secondo tempo si affaccia nella metà campo toscana e lo fa con la timidezza di un tredicenne al suo primo appuntamento. Verranno tempi migliori.
Segre 6,5. In questo Palermo grandi firme, il contributo dei suoi polmoni risulta sempre molto importante. Piccola nota di costume: è diventato praticamente più biondo di Pohjanpalo.
Dal 80° Mazzitelli s.v. Benvenuto.
Ranocchia 6. Piedi buoni raramente al servizio della manovra offensiva rosanero. Commette un falletto ingenuo in area di rigore, ma il buon Marinelli non aspettava altro per mettere un po’ di pepe al finale di gara.
Dal 80° Estevez s.v.
Palumbo 7,5. L’erba del Castellani è la tela sulla quale il mancino napoletano disegna calcio con gol, assist e giocate da antologia. Van Golh.
Dal 80° Hernani s.v.
Johnsen 7. Una chiattidda nel fianco della difesa empolese, “Circotogni”. Prova 54.687 volte la sua giocata: rientro da sinistra e tiro sul palo lungo. Gli riesce alla 54.688 volta ed è il quarto gol in sei partite. E gli assist nemmeno li contiamo più… Spaziale.
Dal 85° Peda s.v.
Vavassori 6,5. Il Quaison della bergamasca riprende da dove aveva lasciato, con colpi di tacco a smarcarsi e conclusioni a rete. È sfortunato a non finire sul tabellino, ma il gol che sbaglia ad inizio ripresa dimostra che c’è da migliorare in cattiveria e killer instinct. Ma il ragazzo c’è e coccolarcelo è un dovere.
Pohjanpalo 6,5. Come di consueto tocca pochi palloni, ma quando succede o manda in porta i compagni o mette la biglia in buca d’angolo con un movimento da attaccante da far studiare nelle scuole calcio di tutto il globo terracqueo. Fa notizia che sbagli praticamente un rigore in movimento, ma è reduce dal tour con la sua nazionale (per una competizione come la Nations League utile come una spillatrice in freezer) e noi al biondino si perdona tutto.
Dal 80° Gabrielloni 6,5. È impressionante come sempre – SEMPRE – riesca a vuscarsi il pane con una manciata di minuti a disposizione. Contro l’Empoli, oltre al classico Demolition Derby in cui le vince tutte, mette a referto l’assist per il quarto gol rosa. Prezioso.
Inzaghi 6,5. Vince e convince con una squadra che crea 651.584 occasioni da gol. Ma il “nostro mister, il nostro condottiero” è lì per sfoderare colpi ad effetto. Spettacolare al minuto 80 quando inventa il quadruplocambiocarpiatorovesciato; inarrivabile quando cinque minuti dopo decide di difendere il risultato inserendo un terzo centrale al posto di


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