La notte tra il 26 e il 27 aprile dell’anno scorso, a Monreale le raffiche di pistola in via Benedetto D’Acquisto hanno stroncato tre giovani vite. Nell’aula del carcere di Pagliarelli, nel corso dell’ultima udienza del processo per questa efferata strage, i soccorritori hanno ricordato l’arrivo disperato dei feriti. I sanitari che tentarono inutilmente di salvarli hanno raccontato quei convulsi momenti. Salvatore Turdo fu portato all’Ingrassia con l’ambulanza, ma non aveva più polso né respiro ed è morto quasi subito. Massimo Pirozzo aveva una grave ferita al collo ed è deceduto anche lui quasi subito, pochi minuti dopo l’amico. Anche per Andrea Miceli i tentativi dei medici al Civico sono risultati vani. È morto in Rianimazione dopo qualche ora.
La ricostruzione in aula del teste Nicolosi
Nell’udienza si è anche proceduto alla ricostruzione dei fatti accaduti prima della strage. Andrea Alessio Nicolosi, uno dei testimoni, ha detto che aveva riconosciuto Samuel Acquisto come il conducente della Bmw Gs ferma davanti al bar. Subito dopo la situazione è degenerata in una rissa furiosa, con sedie e tavolini lanciati per aria. Nicolosi si è salvato perché si è allontanato per mettere al riparo la compagna e i due figli piccoli, mentre i colpi fischiavano ad altezza d’uomo. Altri testimoni non hanno aggiunto dettagli rilevanti o non si sono presentati in tribunale per l’udienza.
Le accuse della Procura
I pubblici ministeri Luisa Vittoria Campanile e Maurizio Bonaccorso coordinano l’accusa contro i tre giovani imputati dello Zen. Per la Procura Salvatore Calvaruso e Mattias Conti avrebbero sparato tra la folla, mentre Samuel Acquisto avrebbe incitato a fare fuoco. Il dibattimento davanti alla Corte d’assise presieduta da Angelo Pellino continuerà il prossimo 3 novembre. La ricostruzione giudiziaria prosegue per fare luce sulle responsabilità del sanguinoso eccidio.


Il Quotidiano di Palermo
Editore: Mediali Impresa sociale s.r.l
Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025
Direttore responsabile: Michele Sardo