domenica, 18 Ottobre 2026
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Palumbo crea, Segre segna; Vavassori liscia ed Hernani insacca. Basta questo per vincere contro un Mantova coriaceo e ben organizzato

Palermo, Virgilio guida i rosanero alla vittoria – LE PAGELLE

La sbrisolona, la torta delle rose, l’anello di Monaco, la Torta Elvezia, la Torta di Tagliatelle, la Torta Greca, la Bignolata… tanti sono i dolci nel mantovano, ma non potranno mai essere dolci quanto una vittoria del Palermo in trasferta. Sofferta, cinica, a tratti fortunata, ma bella ed importante.

Osti nel prepartita ha citato il poeta mantovano Virgilio e allora noi – per il tramite del sommo – gli ricordiamo che “il successo li incoraggia: essi possono, poiché pensano di potere”. Perchè, checchè ne dicano certi soloni applicati alla sfera di cuoio, il calcio – è Inzaghi in questo ne è professore – è semplice: se sei più forte ed organizzato, vinci. Sennò ti tocca fare cinque anni di Serie B.

Ora noi non vogliamo dare nulla per scontato ed emettere sentenze che porterebbero tanti tifosi a riti apotropaici sfregandosi con ardore non proprio la lampada di Aladino, ma la squadra è forte e ha una panchina che fa la differenza. Il campionato è lungo e – come nel Monopoli – ci saranno mille imprevisti. Ma – proprio come nel Monopoli – finora il Palermo ha costruito case e alberghi a tignitè anche e soprattutto in trasferta, dove prima prendeva timpulate tipo nei film di Bud Spencer. Insomma, la verità è che non vediamo l’ora che sia maggio…

LE PAGELLE

Perin 6. Nel primo tempo Salva su Kouda e fa più lanci di quanti ne abbia fatti Pirlo nel Mondiale 2006. Nel secondo tempo è spettatore non pagante e riesce a finire 12 livelli di Candy Crush.

Cassandro 6,5. Con le cattive o con le pessime, dalle sue parti non si passa. Condizione fisica straripante, appena si mette braccetto é dai suoi piedoni santi che parte il cross che porta al raddoppio rosanero.

Bani 5,5. La carta di identità pesa e soffre Ruocco come un foruncolo nelle parti intime. Rimedia un giallo nel primo tempo che ne condiziona il resto della gara.

Ceccaroni 6. Brigantini é un furetto da contenere. Ogni tanto gli scappa, ma nella bilancia pesano molto di più le volte in cui si trova al posto giusto al momento giusto.

Augello 6. Ancora una gara col freno a mano tirato. E ci sta, visto l’avversario e visto come si era messa la gara. É che c’eravamo abituati ad un RealAugello capace di seminare a sinistra panico e terrore come solo Matteo Renzi riesce a fare.

Ranocchia 5,5. Il Mantova é ossessivo nelle marcature, ma lui viaggia con la lentezza di un Trapani-Siracusa fatta in treno.

Dal 65° Estevez 6. Dà aria ad un centrocampo in asfissia. Meriterebbe minuti, ma “equipo que gana no se toca”.

Segre 7. Il dottore é onestamente un uomo invisibile fino al gol. Ma la rete é una sintesi di voglia, caparbia, abnegazione e cazzimma che permette di azzerare tutto e dirgli “bravo, bel biondino!”. Tra l’azione e l’esultanza corre per 210 metri circa. Roba che basta scriverlo per avere il fiatone!

Dal 81° Mazzitelli s.v.

Johnsen 6,5. Non tiene mille volte il pallone neanche con la colla cianoacrilica negli scarpini e, quando arriva davanti l’area avversaria, “Circotogni” é un disco incantato: rientro e tiro a giro sul palo lungo stramegafottendosene se in mezzo ci sono compagni messi meglio. Ma nel gol che spacca la partita è lui che lancia in profondità Palumbo: ci sono giocate e giocatori che fanno la differenza. DJ rientra in questa categoria (almeno in questa categoria!).

Dal 75° Hernani 7. Entra e fa la differenza. What else? Aspettando Godot, ci godiamo un gran bel gol. Poesia.

Vavassori 5,5. Il Quaison della bergamasca svaria molto su tutto il fronte offensivo ma è braccato come un latitante e non trova mai il tempo per superare i posti di blocco. Svirgola un pallone con un liscio che non si vede neanche a briscola in cinque e permette ad Hernani di siglare il raddoppio.

Palumbo 7. Mediano, registra, trequartista, medico, fisioterapista, allenatore, viceallenatore, presidente, capo ultrà. Lo vedi proteggere la propria area ed un attimo dopo è a suggerire l’ultimo passaggio. Vola come “un uomo solo al comando” dalla propria metà campo all’area avversaria per quello che sarà il gol di Segre. Velenoso.

Dal 81° Peda s.v.

Pohjanpalo 6. “Una vita da mediano, a giocare come Joele”… Sì, perché tutta la partita gli passa a provare a ripulire palloni a metà campo. Meglio che non vederne mai in attacco. Piuttosto che niente, meglio piuttosto. Non siglerà 25 gol ma è un ingranaggio di questa macchina che comincia a vincere GP su GP.

Dal 75° Gabrielloni s.v.

Inzaghi 6,5. Se Lavoisier fosse in vita, lo abbraccerebbe innamorato. È la prova provata che nulla si crea, nulla si distrugge ma un contropiede ti svolta la giornata. Non inventa nulla e con il lusso che si ritrova in panchina gli bastano le solite staffette per portarsi i tre punti a casa.

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