«Cederò l’attività e concentrerò le mie energie altrove». Con queste parole Reda Berradi, titolare del Santamarina, ex Malavoglia, annuncia l’intenzione di lasciare il bistrot di piazzetta Pietro Speciale, a pochi passi da piazza Bologni. Davanti al locale sono comparsi anche due cartelli: uno con la scritta «Adesso attività» e un altro, dai toni polemici, con la frase «Dove non arriva la mafia arrivano i residenti».
La decisione arriva dopo il controllo effettuato sabato scorso dalle forze dell’ordine, che ha portato alla denuncia del commerciante e al sequestro amministrativo di una parte dell’attività. Berradi ha affidato a un lungo post pubblicato su Facebook le proprie considerazioni sull’accaduto, criticando sia le modalità dell’intervento sia il modo in cui alcuni organi di stampa hanno raccontato la vicenda. Il post ha raccolto centinaia di commenti e messaggi di solidarietà.
All’origine del controllo ci sarebbe un esposto presentato da due residenti. «Rispondere a un esposto di due residenti, sicuramente più influenti delle nostre categorie di rappresentanza, mi spinge a dover cedere l’attività e concentrare le mie energie altrove», scrive Berradi.
Il commerciante contesta inoltre il riferimento alla sua origine marocchina in alcuni articoli dedicati alla vicenda. Berradi sottolinea di essere cittadino italiano da decenni e considera inopportuno collegare il luogo di nascita alle contestazioni mosse nei suoi confronti.
«Sono molto rammaricato di avere letto articoli di stampa dove vengo definito “cinquantenne marocchino” – scrive – sono, da decenni, cittadino italiano, lavoro, vivo in Italia, pago le tasse in Italia».
Per Berradi, sottolineare l’origine straniera in relazione a contestazioni di carattere penale o amministrativo rischia di alimentare un’associazione discriminatoria tra immigrazione e criminalità. Il commerciante ritiene quindi che la stampa avrebbe dovuto evitare di dare rilievo al luogo di nascita.
Il controllo al Santamarina
Il controllo risale ai giorni scorsi e rientra nell’attività di verifica sugli esercizi commerciali condotta dai carabinieri della Stazione Centro insieme alla polizia municipale.
In piazzetta Pietro Speciale, le forze dell’ordine hanno contestato a Berradi l’occupazione abusiva di suolo pubblico, il deturpamento del patrimonio culturale e l’inosservanza di precedenti provvedimenti dell’autorità. Il controllo ha inoltre portato al sequestro amministrativo di una parte dell’attività.
Il titolare annuncia di voler contestare i provvedimenti nelle sedi competenti. «Saranno sicuramente ridimensionate nelle sedi più opportune, attraverso una difesa legale che intendo mettere in campo a tutela della mia onorabilità e anche di un’attività che generava posti di lavoro e migliorava il territorio» sostiene Berradi.
Il commerciante contesta anche la consistenza del dispositivo impiegato per il controllo. Intorno alle 21.20, sarebbero intervenuti dieci agenti con cinque veicoli. «Impegnare 10 unità di sabato sera per avviare un controllo pesante alla mia attività è semplicemente ridicolo – afferma Berradi – poiché ricorda che lo Stato è forte solo con i deboli».
Nel suo lungo intervento il titolare allarga poi la protesta alla situazione del centro storico. Berradi sostiene che commercianti e residenti abbiano segnalato più volte episodi di abusivismo, furti, danneggiamenti e spaccio, senza però assistere, a suo dire, a interventi analoghi.
«Più volte noi commercianti, in modo singolo e con le nostre categorie di rappresentanza, e insieme a noi residenti, abbiamo segnalato attività commerciali abusive, quartieri abusivi, furti e danni per mano e opera di gente che ben conosciamo e riconosciamo, vie dove avviene spaccio di crack e altro, ma mai abbiamo assistito a operazioni simili» scrive.
La protesta contro i residenti
Berradi punta il dito anche contro i due residenti che avrebbero presentato l’esposto. Si tratterebbe di persone che gestiscono case vacanze. Da qui la sua accusa di disparità di trattamento tra gli operatori del centro storico. «In questa città si continua a evidenziare che ci sono commercianti di serie A e di serie B, residenti a cui dar ascolto e altri da ignorare» continua.
Il titolare ricorda anche i numerosi controlli ricevuti nel corso degli anni e rivendica di avere sempre collaborato con gli organi preposti. «Abbiamo avuto in questi lunghi anni diversi controlli, vigili, nas, siae, finanza ed altro, siamo sempre stati collaborativi e abbiamo pagato i nostri sbagli. Cercando di porre migliorie e attenzione al nostro operato», scrive.
Berradi definisce infine una «retata» l’ultimo controllo, riportando anche la reazione dei clienti presenti ai tavoli. Un termine che riassume il tono della protesta e accompagna l’annuncio della possibile chiusura del locale.
«Sono profondamente triste perché ho capito che la mia attività e il tempo dedicato a questa piazzetta e alla mia amata città è stato invano», conclude il commerciante. Poi lancia un ultimo messaggio amaro. «Si salvi chi può… c’è una Sicilia meravigliosa in altri luoghi più accoglienti, più puliti e dove lo Stato è presente a tutela di tutti».



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