sabato, 3 Ottobre 2026
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Perquisiti casa e studio

Inchiesta per corruzione, Armao si dimette da consigliere di Schifani: «Accuse infondate»

Gaetano Armao replica all’inchiesta della Procura di Palermo che lo coinvolge con un’ipotesi di corruzione. L’ex vicepresidente e assessore della Regione Siciliana ha ricevuto un decreto di perquisizione che riguarda la sua abitazione e il suo studio legale. I pubblici ministeri, secondo quanto riportato dall’Ansa, hanno inoltre chiesto per lui una misura cautelare.

«Sono stato raggiunto da un decreto di perquisizione presso l’abitazione e lo studio legale per un’imputazione provvisoria che avrò modo di dimostrare essere priva di fondamento», afferma Armao in una nota.

Al centro dell’indagine ci sono le attività della Commissione tecnica specialistica regionale, organismo che esamina i progetti sottoposti alle procedure di autorizzazione ambientale, compresi quelli relativi a interventi industriali, energetici e alle fonti rinnovabili.

Attorno ai pareri della commissione sarebbe nato un presunto sistema corruttivo. Gli inquirenti ipotizzano che alcuni soggetti abbiano offerto o ricevuto utilità per influenzare l’iter e l’esito delle pratiche esaminate dall’organismo.

Armao respinge le accuse e richiama il ruolo collegiale della commissione. «I fatti che vengono contestati attengono alla mia qualità di ex presidente di una commissione composta da oltre cinquanta membri che approva i pareri in sede collegiale e, nel 99% dei casi, all’unanimità», spiega.

Le dimissioni

L’ex assessore sottolinea inoltre di non ricoprire più la presidenza del Cts dal 9 agosto e annuncia le dimissioni immediate dall’incarico di consigliere giuridico del presidente della Regione Renato Schifani. «Al fine di tutelare le istituzioni, ho già rassegnato al presidente Schifani le mie irrevocabili dimissioni da consigliere giuridico, con effetto immediato», afferma Armao.

Nella sua nota, l’avvocato ricorda anche il proprio passato nella pubblica amministrazione e le responsabilità ricoperte negli anni. «Nella mia vita amministrativa ho gestito risorse finanziarie per oltre 250 miliardi di euro, più del Pnrr, firmando otto bilanci regionali, senza che nessuno abbia avuto nulla da eccepire», sottolinea.

Armao, oltre all’attività forense e all’insegnamento universitario, ricopriva l’incarico di consigliere giuridico di Schifani. Il suo ruolo prevedeva il supporto alla presidenza della Regione nei rapporti con l’Unione europea, nella predisposizione di documenti destinati alle interlocuzioni con il governo e con gli organi istituzionali dello Stato. L’incarico comprendeva anche attività legate ai rapporti con organismi esteri e alla gestione delle iniziative regionali di rilievo nazionale e internazionale.

L’indagine coinvolge nove persone

La Procura di Palermo, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dall’aggiunto Francesca Mazzocco, sta indagando complessivamente nove persone. Tra gli indagati figurano imprenditori, professionisti e il deputato regionale Giuseppe Lombardo.

Lombardo, poche ore dopo la notizia dell’inchiesta, ha annunciato le proprie dimissioni dalle commissioni Bilancio e Sanità dell’Assemblea regionale siciliana. L’indagine dovrà ora chiarire il ruolo dei diversi soggetti coinvolti e verificare le ipotesi formulate dagli inquirenti. Le contestazioni restano, allo stato, nell’ambito dell’attività investigativa e dovranno trovare eventuale conferma nelle successive fasi del procedimento.

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