Due enormi cavalli di bronzo hanno attirato l’attenzione dei catanesi nel cuore di piazza Università. Si tratta di Fighting Horses, la monumentale opera di Arturo Di Modica, l’artista siciliano conosciuto in tutto il mondo per il celebre Charging Bull di Wall Street. L’installazione sta prendendo forma tra le architetture barocche della piazza e ha già conquistato la curiosità di cittadini e visitatori, che non hanno perso tempo nel ribattezzarla con i loro soprannomi.
La scultura, realizzata nel 2019, raggiunge gli otto metri di altezza e si estende per quattordici metri in larghezza. Di Modica ha raffigurato due cavalli mentre si sollevano sulle zampe posteriori e avvicinano quelle anteriori fino a toccarsi. L’artista richiama così il rituale di corteggiamento tra un esemplare maschio e una femmina, combinando la potenza dei corpi con l’eleganza del movimento.
L’opera nasce dal progetto Wild Horses, il grande sogno al quale Di Modica aveva lavorato per rendere omaggio alla sua terra d’origine. L’artista immaginava due cavalli alti quaranta metri sulle rive del fiume Ippari, nel territorio di Vittoria. Il progetto non arrivò mai alla realizzazione, ma Fighting Horses, che rappresentava il prototipo di quell’idea, ne conserva lo spirito monumentale.
Ora i due cavalli trovano spazio nel centro di Catania e diventano parte del paesaggio quotidiano di piazza Università. Da vicino, cittadini e turisti possono osservare la cura dei dettagli, la tensione dei muscoli e quel senso di movimento che Di Modica ha impresso nel bronzo.
Arturo Di Modica nacque a Vittoria nel 1941 e morì nel 2021. Dopo la formazione artistica a Firenze, negli anni Settanta si trasferì a New York, dove realizzò il Charging Bull. L’artista presentò il toro nel 1989 come simbolo di fiducia e ripresa dopo la crisi finanziaria del 1987. La scultura trovò poi posto a Bowling Green e divenne una delle immagini più riconoscibili di Manhattan. Altre opere dedicate al toro si trovano a Shanghai e Amsterdam.
Il sindaco di Catania Enrico Trantino ha sostenuto con forza l’arrivo di Fighting Horses in piazza Università. Trantino ha evidenziato il legame dell’opera con la Sicilia e ha ricordato il ruolo della moglie dell’artista, Stefania Drago, nella realizzazione dell’installazione.
I due cavalli potrebbero diventare per Catania un simbolo capace di attirare l’attenzione dei visitatori e di conquistare lo stesso successo fotografico del Toro di Wall Street. La loro corsa verso l’alto, nonostante le dimensioni imponenti, rappresenta per Trantino la volontà di superare limiti e convenzioni e di guardare a una condizione migliore.
Il sindaco ha inoltre collegato il significato dell’opera al rapporto tra Catania e il mondo equestre, sottolineando la necessità di restituire al cavallo un’immagine legata alla sua forza e alla sua nobiltà, al di là delle vicende legate alle stalle abusive e alle corse clandestine.
L’arrivo di Fighting Horses si inserisce inoltre in un momento particolare per l’arte monumentale a Catania. Nei prossimi giorni, infatti, Antonio Presti presenterà il Pegaso alato destinato a Librino. Due opere diverse, ma accomunate dalla volontà di portare grandi simboli artistici negli spazi della città.



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