La protesta contro il caro-carburanti si allarga in Sicilia e coinvolge autotrasportatori, agricoltori e pescatori. Dopo il mancato accordo con la Regione sul decreto per sostenere le imprese, il fronte degli autotrasportatori annuncia lo stop dei mezzi dal 15 al 20 ottobre. Al momento resta invece esclusa l’ipotesi di un blocco dei porti.
A confermare la mobilitazione è Salvatore Bella, coordinatore del Comitato degli autotrasportatori siciliani, che lascia comunque aperto uno spiraglio per un intervento della Regione. «Speriamo che la Regione trovi un’alternativa, perché noi col gasolio a 2 euro e 40 non possiamo più mettere in moto i nostri camion, non possiamo più lavorare», spiega Bella.
Gli autotrasportatori, in assenza di una soluzione, intendono fermare i camion nei propri piazzali. «Non faremo niente in attesa di una soluzione», aggiunge il coordinatore.
Il nodo resta quello delle risorse. I 15 milioni di euro messi sul tavolo dal governo Schifani non garantiscono un sostegno sufficiente alle imprese del comparto. A pesare è anche la formula ipotizzata dall’assessorato alle Infrastrutture, che prevede una parte degli aiuti attraverso il regime del «super de minimis», con un contributo fino a 50 mila euro per azienda, e un’altra parte attraverso una deroga alle norme europee sulla concorrenza.
Gli autotrasportatori considerano però la cifra troppo bassa rispetto ai costi sostenuti dalle imprese per il gasolio e chiedono quindi un intervento più incisivo. La protesta coinvolge anche il mondo agricolo. Gli agricoltori di Agrisat minacciano infatti di bloccare lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento se la Regione non darà risposte alle richieste presentate sul costo dei carburanti.
Il presidente dell’associazione, Franco Calderone, annuncia un possibile inasprimento della mobilitazione. «Siamo pronti a un’azione di forza, stante il silenzio devastante della politica sul tema in questione e sulla crisi che sta travolgendo il comparto cerealicolo, vitivinicolo, oleario e ortofrutticolo siciliano, coinvolgendo anche le famiglie e i consumatori finali».
Calderone riferisce inoltre di aver chiesto un incontro con l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino e con il presidente della Regione Renato Schifani, senza però ottenere finora la convocazione richiesta.
Anche la pesca siciliana prepara la mobilitazione. Durante l’assemblea degli armatori, riunita mercoledì scorso, la Federazione ha deciso di aderire alla protesta nazionale del 22 ottobre. Finora 43 marinerie italiane hanno manifestato la propria adesione all’iniziativa.
La Sicilia potrebbe organizzare una manifestazione insieme ai pescatori calabresi lungo lo Stretto di Messina, con il coinvolgimento di circa un centinaio di pescherecci.
Nel frattempo, anche Cna Sicilia chiede alla politica regionale di aumentare le risorse destinate alle imprese. L’associazione propone uno stanziamento da 100 milioni di euro nella manovra correttiva attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana.
L’obiettivo, spiega Cna Sicilia, è sostenere le aziende che affrontano l’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti. La richiesta riguarda diversi settori produttivi, dall’autotrasporto all’agricoltura e alla pesca, fino alle piccole imprese artigiane.
Salvini
Sulla questione del caro-carburanti si è espresso il vicepremier, ministro e leader della Lega Matteo Salvini. «E chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell’energia, né quello per le imprese, né il costo per le famiglie. Quindi, o ti rassegni o ti attrezzi…».


