venerdì, 11 Settembre 2026
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Il gup respinge la richiesta di rito abbreviato per il ventottenne dello Zen. I familiari della vittima si costituiscono parte civile

Delitto Taormina, Maranzano rinviato a giudizio: a novembre il processo in Corte d’assise

Svolta giudiziaria per il delitto di Paolo Taormina. Al termine dell’udienza preliminare, il gup Marta Maria Bossi ha disposto il rinvio a giudizio per Gaetano Maranzano, il ventottenne residente nel quartiere Zen di Palermo imputato per l’omicidio volontario del ventunenne. A carico dell’imputato pesa anche la contestazione dell’aggravante dei futili motivi.

Il dibattimento prenderà il via il prossimo 10 novembre dinanzi alla prima sezione della Corte d’assise. Durante la seduta, la difesa di Maranzano ha avanzato la richiesta di accedere al rito abbreviato, ma l’istanza è stata respinta dal giudice poiché per la fattispecie di reato contestata la legge non stabilisce l’ammissibilità dei procedimenti speciali.

Nel corso dell’udienza è stata inoltre accolta la costituzione di parte civile per tutti i familiari della giovane vittima, rappresentati e assistiti dall’avvocato Aurelio D’Ancona. Tra i soggetti ammessi figurano i genitori, la sorella, i nonni e gli zii del ragazzo.

L’omicidio Taormina

I fatti risalgono alla notte tra l’11 e il 12 ottobre 2025. Paolo Taormina venne ucciso all’esterno del pub dell’Olivella gestito insieme alla sua famiglia, dopo essere intervenuto nel tentativo di sedare una rissa scoppiata fuori dal locale. L’autopsia confermó che il giovane venne raggiunto da colpi di pistola alla nuca. A sparare fu per l’appunto Gaetano Maranzano, che ha successivamente confessato l’omicidio. All’origine del gesto vi sarebbero futili motivi e dissapori, legati anche a presunti apprezzamenti rivolti dalla vittima sui social a una donna vicina al ventottenne dello Zen.

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