martedì, 8 Settembre 2026
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Proposto un anno di catechismo intensivo per ripartire nel 2027

Prime Comunioni rinviate, Confimprese scrive alla Curia: «Serve una risposta»

Confimprese Palermo torna a chiedere un confronto alla Curia sul rinvio delle Prime Comunioni e mette sul tavolo una proposta per far ripartire le celebrazioni già dal 2027. L’associazione di categoria ha scritto all’arcivescovo metropolita Corrado Lorefice chiedendo una risposta pubblica e dettagliata, dopo mesi di sollecitazioni senza un confronto concreto con gli operatori economici interessati.

La proposta punta sui bambini più grandi, cioè quelli che per primi dovranno completare il nuovo percorso di catechesi. L’idea prevede per loro un percorso formativo intensivo durante l’anno pastorale 2026-2027, così da concentrare in dodici mesi il programma che il nuovo sistema distribuisce normalmente su due o tre anni.

Confimprese chiarisce però che il progetto non vuole modificare l’impianto pastorale deciso dalla Curia. Spetterebbe infatti alle parrocchie, ai catechisti e agli organismi diocesani definire gruppi, calendario e modalità del percorso. Dal successivo anno pastorale, inoltre, il nuovo sistema potrebbe proseguire secondo le tempistiche già stabilite.

La nota formale di maggio

Il presidente di Confimprese Palermo, Giovanni Felice, torna anche sui precedenti tentativi dell’associazione di aprire un tavolo con la Curia. Tra questi figura una nota formale inviata il 18 maggio, alla quale, secondo Confimprese, non ha fatto seguito un confronto.

L’associazione critica inoltre la risposta diffusa dalla Curia a marzo, ritenendola non sufficiente a chiarire il punto centrale della questione. Come conciliare le nuove esigenze pastorali con le conseguenze che il rinvio delle celebrazioni produce sulle famiglie, sui bambini e sulle attività economiche.

Nella lettera trova spazio anche un riferimento all’anno pastorale 2024-2025. Le disposizioni transitorie dell’Arcidiocesi, datate 31 agosto 2024, indicavano quel periodo come una fase di approfondimento dei nuovi sussidi catechistici e di sensibilizzazione delle comunità. Felice chiede quindi quali risultati abbia prodotto concretamente quel periodo di preparazione.

Confimprese respinge poi l’idea che la questione contrapponga interessi economici e valori religiosi. Molti degli imprenditori coinvolti vivono direttamente la realtà delle parrocchie e delle famiglie. Tra loro figurano fotografi, ristoratori, parrucchieri, artigiani e commercianti di prodotti legati alle cerimonie.

«Considerare l’impatto economico non significa mettere il profitto davanti alla persona», è in sintesi la posizione di Felice, che richiama il ruolo del lavoro nella vita quotidiana delle famiglie.

Per Confimprese, inoltre, il rinvio rischia di portare alcuni ragazzi a ricevere la Prima Comunione a 12, 13 o persino 14 anni. Un’attesa così lunga potrebbe favorire un progressivo distacco dal percorso di fede iniziato durante l’infanzia.

Il presidente affronta anche il tema dei festeggiamenti. Confimprese riconosce che la Chiesa può invitare le famiglie a evitare eccessi e consumismo, ma considera separati questo aspetto e la durata del percorso catechistico. Il rinvio, infatti, non eliminerebbe pranzi, fotografie o regali legati alla celebrazione.

Alla fine della lettera, Felice auspica che il mancato confronto con la Curia dipenda da un semplice disguido e non dalla volontà di ignorare le richieste dell’associazione. Confimprese non chiede un’accettazione automatica della proposta, ma una valutazione e una risposta motivata.

Se il silenzio dovesse continuare, l’associazione annuncia nuove iniziative pubbliche e forme di rappresentanza più incisive per portare nuovamente la questione all’attenzione della comunità.

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