Parcheggiare all’interno dell’Ospedale Cervello rappresenta ogni giorno un problema per medici e personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello. Le segreterie aziendali di ANAAO-ASSOMED, AAROI-EMAC, CIMO-FESMED, FASSID, FVM, CGGIL, CISL e UIL contestano l’attuale regolamento e chiedono alla Direzione aziendale interventi immediati.
«Tutto il personale in servizio presso l’Ospedale – evidenziano – è costretto, ogni giorno, a pagare di tasca propria il parcheggio per raggiungere il proprio posto di lavoro. Non per scelta, ma perché non esiste alternativa».
Ll’ospedale dispone di un numero di posti riservati ai dipendenti che non riesce a soddisfare le esigenze legate ai diversi turni. Chi non riesce a trovare spazio nell’area destinata al personale deve quindi ricorrere ai parcheggi a pagamento, sostenendo una spesa che, sommata mese dopo mese, pesa sul reddito dei lavoratori.
La richiesta dei sindacati
I sindacati chiedono dunque alla Direzione dell’Azienda Villa Sofia-Cervello di intervenire con una serie di misure urgenti. Tra le richieste figurano la gratuità della sosta per tutto il personale in servizio, sia durante il turno sia in pronta disponibilità, e un aumento dei posti riservati ai dipendenti, calcolato sulle reali necessità delle diverse fasce orarie.
Le organizzazioni chiedono inoltre un piano della mobilità aziendale da elaborare insieme alle rappresentanze sindacali, con controlli periodici sull’occupazione dei parcheggi. Nel frattempo, sollecitano anche la sospensione di qualsiasi costo a carico del personale fino alla risoluzione definitiva della situazione.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono anche i collegamenti con il trasporto pubblico. L’Ospedale Cervello risulta infatti difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, soprattutto considerando l’attività sanitaria che prosegue 24 ore su 24.
Frequenza e fasce orarie dei collegamenti, sostengono le organizzazioni, non rispondono alle esigenze di chi lavora durante la notte, affronta cambi turno all’alba o deve rientrare rapidamente in ospedale per una chiamata in pronta disponibilità.
Assenza di aree pubbliche
Anche all’esterno della struttura, inoltre, mancherebbero alternative adeguate. I sindacati segnalano l’assenza di aree pubbliche e gratuite dove il personale possa lasciare l’auto in sicurezza e raggiungere poi l’ospedale a piedi.
«Il risultato – sottolineano le organizzazioni sindacali – è un paradosso: chi garantisce la continuità assistenziale non può scegliere se, come e quando raggiungere l’ospedale e proprio per questo risulta costretto a pagare di tasca propria la sosta e l’ingresso al proprio posto di lavoro».
Per le organizzazioni, il problema non riguarda soltanto il costo del parcheggio. La difficoltà nel trovare posto può infatti ripercuotersi anche sull’organizzazione dei turni e, di conseguenza, sull’assistenza ai pazienti.
«Non è soltanto una questione economica. La carenza di posti auto riservati produce effetti che vanno ben oltre il costo del ticket, a cominciare dai ritardi nei cambi turni, con colleghi costretti a girare a lungo alla ricerca di un posto e turni che slittano a danno dell’assistenza al rischio di compromissione della pronta disponibilità: il medico richiamato in urgenza – concludono – deve poter accedere e parcheggiare immediatamente, non cercare un posto libero per garantire la prestazioni in urgenza».


