martedì, 1 Settembre 2026
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I colleghi denunciano il caldo e le condizioni di lavoro

Malore durante lo spurgo ai Rotoli, muore operaio della Reset: aveva 62 anni

Un malore improvviso mentre lavorava all’interno di una tomba gentilizia. È morto questa mattina al cimitero dei Rotoli Giovanni Faia, operaio della Reset di 62 anni, impegnato nelle operazioni di spurgo e bonifica di una cappella.

L’uomo ha avvertito un malore e ha fatto appena in tempo ad avvertire i colleghi prima di perdere i sensi e accasciarsi a terra. Gli altri operai sono intervenuti immediatamente e, utilizzando delle corde, lo hanno riportato fuori dalla tomba per consentire ai sanitari di prestargli soccorso.

I presenti hanno tentato di rianimarlo per oltre un quarto d’ora, utilizzando anche il defibrillatore disponibile all’interno del cimitero. Nel frattempo è scattata la chiamata al 118 e l’operaio ha raggiunto d’urgenza Villa Sofia. Nonostante tutti i tentativi di soccorso, però, i medici non hanno potuto salvargli la vita.

Sul posto si trovava anche un medico legale dell’Asp, presente per seguire le operazioni di spurgo e bonifica della cappella gentilizia. Il medico ha prestato le prime cure a Faia e ha cercato di stabilizzarlo prima del trasferimento in ospedale.

La magistratura ha disposto gli accertamenti medico-legali sulla salma per chiarire le cause della morte. Gli esami dovranno stabilire se il decesso abbia avuto origine da un malore legato alle condizioni di lavoro e alle temperature elevate oppure da eventuali patologie pregresse.

La rabbia dei lavoratori

La tragedia ha lasciato dolore tra i colleghi, ma anche forte preoccupazione per le condizioni di lavoro al cimitero dei Rotoli. Gli operai contestano in particolare l’orario delle attività all’aperto e il caldo intenso di questi giorni.

«Fare gli spurghi comunali alle 11 del mattino è pura follia con questo caldo infernale – racconta un operaio a PalermoToday -. Avevamo già sollevato il problema, ma nessuno ci ha ascoltato. Noi lavoriamo dalle 8, facciamo otto ore al giorno sotto il sole e non ci spettano nemmeno i buoni pasto».

Per consentire gli accertamenti, il cimitero ha sospeso le tumulazioni previste nella giornata. «Ci avevano assicurato che con queste temperature estreme avrebbero ridotto i turni o alleggerito il carico di lavoro e invece siamo sempre qui, esposti a rischi continui – aggiunge l’operaio -. Ci prendiamo ogni giorno le critiche della gente per i disservizi, ma la verità è che noi il nostro lavoro lo facciamo bene e ci mettiamo l’anima, pur lavorando in condizioni limite».

I sindacati chiedono di prorogare l’ordinanza sul caldo

La morte dell’operaio riaccende anche il dibattito sulla tutela dei lavoratori durante le giornate di caldo estremo. Cgil, Cisl e Uil Sicilia, insieme alle federazioni di categoria, hanno scritto al presidente della Regione Renato Schifani per chiedere la proroga dell’ordinanza regionale che prevede lo stop alle attività nelle ore più calde per i lavoratori esposti alle alte temperature.

Il provvedimento prevede la sospensione delle attività nella fascia oraria 12-16 quando le temperature superano i 35 gradi. I sindacati chiedono di mantenere le misure di protezione finché le condizioni climatiche continueranno a rappresentare un rischio concreto.

«La tutela della salute di lavoratori e lavoratrici deve essere garantita attraverso misure tempestive e adeguate all’effettiva evoluzione delle condizioni climatiche, evitando che la cessazione formale dell’efficacia dell’ordinanza possa determinare una riduzione del livello di protezione in una fase in cui il rischio permane», scrivono Alfio Mannino e Francesco Lucchesi per la Cgil, Leonardo La Piana ed Emanuele Gallo per la Cisl, Luisella Lionti e Ignazio Baudo per la Uil.

Cgil, Cisl e Uil chiedono inoltre un incontro urgente con la Regione per valutare nuovi interventi e definire una strategia strutturale contro i rischi legati all’aumento delle temperature e agli effetti dei cambiamenti climatici sul lavoro.

Il cordoglio del Comune

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’assessore ai Servizi cimiteriali Salvatore Orlando hanno espresso il loro cordoglio per la morte di Faia. «Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Giovanni Faia, operaio della Reset di 62 anni, colto da un malore mentre era in servizio al cimitero dei Rotoli e deceduto nonostante i tempestivi soccorsi e l’immediato intervento con il defibrillatore».

Lagalla e Orlando hanno rivolto la loro vicinanza alla famiglia dell’operaio, alla Reset e ai colleghi, sottolineando il dolore provocato da una morte avvenuta mentre Faia svolgeva il proprio lavoro.

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