Un pezzo della storia automobilistica siciliana e nazionale giunge al suo definitivo epilogo. L’Aci (Automobile Club d’Italia) di Palermo, istituzione fondata nel lontano 1913 da Vincenzo Florio, si avvia verso la liquidazione coatta amministrativa. A decretare il punto di non ritorno è stata la delibera firmata dal presidente dell’Automobile Club d’Italia, Antonino Geronimo La Russa, che ha affidato la gestione del procedimento a Carlo Conti, direttore della direzione per il governo societario e il controllo di gestione.
La decisione rappresenta l’esito di una parabola complessa e travagliata che ha segnato la vita dell’ente negli ultimi anni, tra avvicendamenti ai vertici e ripetuti interventi d’emergenza. Dopo una prima fase di commissariamento e il successivo reintegro alla presidenza di Angelo Pizzuto a seguito di un ricorso al Consiglio di Stato, la struttura era stata nuovamente commissariata verso la fine del 2025 con la nomina di Cosima Di Stani, prefetto di Messina, nel ruolo di commissario straordinario.
Proprio le dettagliate relazioni redatte dalla gestione straordinaria hanno portato alla luce il reale stato di salute dell’ente, evidenziando un quadro economico-finanziario e patrimoniale compromesso in modo irreversibile. L’indebitamento complessivo ha registrato una crescita costante, salendo dai circa 14 milioni di euro rilevati nel bilancio del 2024 fino a sfiorare i 17,8 milioni di euro alla chiusura dell’esercizio successivo. Contestualmente, si è verificato un ulteriore assottigliamento del patrimonio netto, scivolato a quasi meno 14,1 milioni di euro.
Di fronte a un fabbisogno finanziario stimato dalla relazione di due diligence in circa 18 milioni di euro per un ipotetico piano di risanamento, e in assenza delle garanzie necessarie per assicurare la continuità operativa senza un ingente supporto creditizio, la sede centrale dell’Aci ha preso atto dell’impossibilità di proseguire.
La presenza di una massa debitoria ormai strutturalmente incompatibile con qualsiasi prospettiva di riequilibrio autonomo ha reso inevitabile l’attivazione della procedura di liquidazione, ponendo la parola fine alla storia ultracentenaria del sodalizio palermitano.
.



