domenica, 2 Agosto 2026
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Contestati omicidio colposo, disastro e violazione delle norme di sicurezza

Messina, tre indagati per il crollo della palazzina: «Quei pilastri facevano paura»

Proseguono le indagini sul crollo della palazzina di via Giorgio La Pira, nel quartiere Pistunina di Messina. La Procura, guidata da Antonio D’Amato, ha iscritto nel registro degli indagati due imprenditori e un ingegnere, ipotizzando a loro carico i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Gli indagati sono Alessandro Panarello, Pasquale D’Alì e l’ingegnere Pietro Leone. Quest’ultimo aveva ricevuto da Carmelo Leone, una delle vittime della tragedia, l’incarico di verificare le criticità emerse da tempo sui pilastri dell’edificio poi crollato.

Panarello aveva preso in affitto l’intero piano dell’immobile con l’obiettivo di aprire una macelleria, progetto mai realizzato. D’Alì, invece, guida l’impresa incaricata dei lavori di ristrutturazione all’interno dei locali.

Le condizioni degli imprenditori

Al momento del crollo Panarello e D’Alì si trovavano all’interno dello stabile. Panarello ha riportato ferite lievi e ha già lasciato il Policlinico dopo le cure ricevute. D’Alì, invece, ha subito un grave politrauma cranio-facciale e resta ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Messina, diretto dal professor Franco Galletti. I medici lo sottoporranno a un intervento chirurgico nei prossimi giorni.

La Procura ha convocato tutti e tre gli indagati per gli interrogatori, che si svolgeranno nelle prossime ore alla presenza dei rispettivi difensori.

Le ipotesi di reato

I magistrati contestano ai tre indagati l’omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e la rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Gli investigatori dovranno chiarire eventuali responsabilità e ricostruire la dinamica che ha portato al cedimento dell’edificio.

Area sequestrata e macerie sotto controllo

Gli inquirenti hanno disposto il sequestro dell’intera area interessata dal crollo di via Giorgio La Pira, fissando precise prescrizioni per la rimozione delle macerie.

Le autorità hanno inoltre delimitato e posto sotto sequestro anche il “Parcheggio Rosso” dello stadio San Filippo, scelto dal Comune di Messina come area destinata allo stoccaggio temporaneo dei materiali rimossi dal sito del disastro.

Indagini concentrate sui lavori in corso

Carabinieri, tecnici del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Asp e Vigili del Fuoco stanno concentrando gli accertamenti sugli interventi edilizi in corso all’interno dell’immobile prima del crollo. L’obiettivo dell’inchiesta consiste nello stabilire se esista un collegamento diretto tra i lavori eseguiti e il cedimento improvviso della struttura.

L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta il primo passaggio formale dell’inchiesta. La Procura ha notificato gli avvisi di garanzia e gli inviti a comparire per gli interrogatori, programmati all’inizio della prossima settimana.

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