Un anonimo manufatto in metallo, apparentemente abbandonato sul ciglio della strada, trasformato nella cassaforte strategica della criminalità locale. Nel quartiere Sperone di Palermo, precisamente in piazza Ignazio Calona, la Polizia di Stato ha smantellato un vero e proprio snodo logistico per il traffico di armi e stupefacenti. L’operazione, che si inserisce in una più ampia e serrata attività di controllo del territorio cittadino, ha svelato come quello che sembrava un comune box in lamiera sulla pubblica via fosse in realtà un deposito operativo a disposizione dei clan, accessibile a ogni ora del giorno e della notte per rifornire lo spaccio di strada o per far fronte a repentine necessità di fuoco.
Il sequestro è il risultato diretto di una costante e minuziosa attività di osservazione sul campo condotta dagli agenti della sezione Investigativa del Commissariato di Brancaccio. I poliziotti, monitorando l’area nelle ultime settimane, hanno notato una serie di movimenti sospetti e passaggi anomali nei pressi della struttura. L’intuito investigativo ha trovato immediata conferma quando è scattato il blitz. Una volta forzato l’accesso, gli investigatori si sono trovati di fronte a un mini-arsenale e a un ingente quantitativo di droga già pronto per il mercato.
Sul fronte delle armi, il bilancio del rinvenimento è indicativo della pericolosità della rete criminale che gestiva il sito. Nel box erano custodite una pistola Beretta parzialmente artefatta e una Beretta semiautomatica modello 950 calibro 6,35, completa di caricatore con quattro cartucce. Accanto alle armi corte, gli agenti hanno recuperato un fucile a pompa con matricola abrasa insieme a due cartucce calibro 12, oltre a un singolare manufatto balistico occultato sotto le sembianze di una comune penna a inchiostro. La riservetta di munizioni era particolarmente nutrita, contando trentotto cartucce calibro 6,35, novanta cartucce calibro 12 e numerosi proiettili 357 Magnum.
La perquisizione ha poi portato alla luce il core business del deposito, ovvero lo stoccaggio degli stupefacenti destinati alle piazze di spaccio palermitane. I poliziotti hanno rinvenuto sedici panetti di hashish per un peso complessivo di un chilo e seicento grammi, ai quali si aggiungevano altri sei panetti, pesanti oltre mezzo chilo, contrassegnati dal logo di una nota ditta di spedizioni, un espediente spesso utilizzato dai trafficanti per tracciare le diverse partite di droga. Il magazzino conteneva anche la merce già frazionata per la vendita al dettaglio, nello specifico duecentonovantacinque dosi di hashish per circa trecentoquaranta grammi e quattrocentoventicinque dosi tra cocaina e crack, per un peso di ottantotto grammi.
Le sostanze sequestrate sono state immediatamente sottoposte al narcotest da parte del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, che ha confermato l’elevato principio attivo dei cannabinoidi e della cocaina. Gli specialisti della Scientifica sono adesso concentrati sugli accertamenti balistici, biologici e dattiloscopici sul materiale bellico. L’obiettivo degli inquirenti è duplice: stabilire attraverso i rilievi se quelle armi abbiano già fatto fuoco in recenti episodi di cronaca e isolare tracce di DNA o impronte digitali utili a dare un nome e un volto a chi gestiva il box dello Sperone.


