sabato, 11 Luglio 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Oltre sessant'anni di carriera

Addio a Peppino Di Capri, un’icona della musica italiana

Peppino di Capri è morto oggi, 11 luglio, nella sua casa di Villa Castiglione, sull’isola di Capri che ha sempre considerato il suo rifugio. Il cantante avrebbe compiuto 87 anni tra pochi giorni e da tempo conviveva con una malattia. La famiglia ha fissato i funerali per domenica pomeriggio nell’ex cattedrale di Santo Stefano, in Piazzetta a Capri.

Nato Giuseppe Faiella, Peppino di Capri ha attraversato oltre sessant’anni di carriera, regalando al pubblico brani diventati parte della memoria collettiva, primo fra tutti “Champagne”. Lascia il figlio Nico, nato dal primo matrimonio, ed Edoardo e Daria, avuti dalla moglie Giuliana Gagliardi.

Una carriera iniziata da bambino

Giuseppe Faiella nacque a Capri nel 1939. Si avvicinò al pianoforte fin da piccolo e, durante la Seconda guerra mondiale, si esibì davanti ai soldati alleati. Alla fine degli anni Cinquanta fondò “Peppino di Capri e i suoi Rockers”, gruppo con cui conquistò il pubblico grazie a un sound che univa la tradizione napoletana al rock and roll e al twist.

Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio del decennio successivo arrivarono i primi grandi successi. “Nun è peccato” conquistò il pubblico e il primo album divenne uno dei dischi più venduti della stagione. Nel 1959 riportò in vetta alle classifiche “Voce ‘e notte”, mentre nel 1960 consolidò la propria popolarità con brani come “Nessuno al mondo”, “Nun giurà” e “Luna caprese”. In quegli anni debuttò anche al cinema nei musicarelli accanto a Mina e Maurizio Arena, imponendo uno stile inconfondibile caratterizzato dalle celebri giacche di lamé.

Il successo internazionale e i grandi classici

Nel 1961 introdusse il twist in Italia con “Let’s Twist Again”, che superò il milione di copie vendute e dominò le classifiche. A quel trionfo seguirono “Don’t Play That Song”, “St. Tropez Twist” e “Speedy Gonzales”, oltre a tournée in Germania e negli Stati Uniti.

Nel 1963 conquistò il Cantagiro davanti a Little Tony e Gino Paoli e ottenne un altro grande successo con “Roberta”. Negli anni successivi continuò a sperimentare nuovi linguaggi musicali: reinterpretò “Chiove”, incise “Girl” dei Beatles, registrò “Melancolie” in sette lingue e nel 1965 aprì i concerti italiani dei Beatles. L’anno seguente propose anche “Operazione sole”, tra i primi brani ska prodotti in Italia.

La rinascita e i trionfi a Sanremo

Dopo una fase meno brillante, tornò protagonista nel 1969 con “Tu…”, presentata al Festival di Napoli. L’anno successivo vinse la manifestazione con “Me chiamme ammore” e fondò la casa discografica Splash, attraverso la quale pubblicò anche il progetto “Napoli ieri – Napoli oggi”, dedicato ai grandi classici partenopei rivisitati in chiave moderna.

Il Festival di Sanremo rappresentò una tappa fondamentale della sua carriera. Salì sul palco dell’Ariston quindici volte e conquistò due vittorie. Nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”. Nel 2023 ricevette il Premio alla carriera e, con la sua consueta ironia, commentò: “Meglio tardi che mai”.

Un artista capace di rinnovarsi

Peppino di Capri non smise mai di guardare al futuro. Nel 1997 pubblicò il suo primo CD singolo, mentre nel 2013 rilanciò “Champagne” con una versione accompagnata da un videoclip animato. Due anni dopo collaborò con Gué Pequeno nel brano “Fiumi di Champagne” e partecipò al film “Natale col boss”.

Il cordoglio

Tra i primi messaggi di cordoglio è arrivato quello del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. «Apprendo con grande dolore della morte di Peppino Di Capri, al quale mi legava un rapporto di amicizia. Dedicheremo a lui il cammino per il riconoscimento della canzone napoletana come patrimonio dell’umanità, perché proprio di quella canzone Peppino Di Capri rappresenta una delle massime espressioni. Esprimo vicinanza alla famiglia. Riposa in pace, Peppino. È stato bellissimo e grazie di tutto».

19.3 C
Palermo

Seguici sui social